Forum di Skuola.it Maggio 24, 2012, 07:47:28 pm *
Benvenuto! Accedi o registrati.
Hai dimenticato l'e-mail di attivazione?

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
 
   Indice   Aiuto Ricerca Accedi Registrati  
Pagine: [1]   Vai giù
  Stampa  
Autore Discussione: plinio narra la morte di corellio  (Letto 1193 volte)
saretta911
Freshman di Skuola.it
*
Scollegato Scollegato

Messaggi: 11


Mostra profilo
« inserita:: Dicembre 29, 2008, 11:29:24 am »

Inizio: decessit corellius rufus sua sponte:quod dolorem m
Fine: destinavit mori nec uxoris precibus aut filiae inf
Autore: plinio il giovane

Registrato
seneca
Amministratore
Skuola.it Aficionado
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 1119



Mostra profilo
« Risposta #1 inserita:: Dicembre 29, 2008, 02:38:22 pm »

questa è abbastanza simile, controllala perchè qualche parte sarà un po' diversa

Decessit Corellius Rufus et quidem sponte, quod dolorem meum exulcerat. Est enim luctuosissimum genus mortis, quae non ex natura nec fatalis videtur. (2) Nam utcumque in illis qui morbo finiuntur, magnum ex ipsa necessitate solacium est; in iis vero quos accersita mors aufert, hic insanabilis dolor est, quod creduntur potuisse diu vivere. (3) Corellium quidem summa ratio, quae sapientibus pro necessitate est, ad hoc consilium compulit, quamquam plurimas vivendi causas habentem, optimam conscientiam optimam famam, maximam auctoritatem, praeterea filiam uxorem nepotem sorores, interque tot pignora veros amicos. (4) Sed tam longa, tam iniqua valetudine conflictabatur, ut haec tanta pretia vivendi mortis rationibus vincerentur. Tertio et tricensimo anno, ut ipsum audiebam, pedum dolore correptus est. Patrius hic illi; nam plerumque morbi quoque per successiones quasdam ut alia traduntur. (5) Hunc abstinentia sanctitate, quoad viridis aetas, vicit et fregit; novissime cum senectute ingravescentem viribus animi sustinebat, cum quidem incredibiles cruciatus et indignissima tormenta pateretur. (6) Iam enim dolor non pedibus solis ut prius insidebat, sed omnia membra pervagabatur. Veni ad eum Domitiani temporibus in suburbano iacentem. (7) Servi e cubiculo recesserunt - habebat hoc moris, quotiens intrasset fidelior amicus -; quin etiam uxor quamquam omnis secreti capacissima digrediebatur. (Fico Circumtulit oculos et 'Cur' inquit 'me putas hos tantos dolores tam diu sustinere? - ut scilicet isti latroni vel uno die supersim.' Dedisses huic animo par corpus, fecisset quod optabat. Adfuit tamen deus voto, cuius ille compos ut iam securus liberque moriturus, multa illa vitae sed minora retinacula abrupit. (9) Increverat valetudo, quam temperantia mitigare temptavit; perseverantem constantia fugit. Iam dies alter tertius quartus: abstinebat cibo. Misit ad me uxor eius Hispulla communem amicum C. Geminium cum tristissimo nuntio, destinasse Corellium mori nec aut suis aut filiae precibus inflecti

TRADUZIONE
E’ morto Corellio Rufo e per di più di sua libera scelta, peculiarità che inacerbisce il mio dolore. E’ infatti il genere di morte più lacrimevole quello che si presenta come non proveniente né dalla natura né dal destino. (2) Coloro che si spengono di malattia lasciano pur sempre il grande conforto che nasce dalla stessa inevitabilità, mentre quelli che se ne vanno per una morte da loro chiamata procurano un dolore insanabile, perché si crede che avrebbero potuto ancora vivere a lungo. (3) Corellio fu certo indotto a questa decisione da un motivo estremamente grave che per i sapienti equivale alla necessità sebbene avesse moltissime ragioni di vivere, cioè una coscienza integerrima, una reputazione incontaminata, un prestigio grandissimo ed inoltre una figlia, una moglie, un nipote, delle sorelle e, in mezzo a tanti parenti, dei veri amici. (4) Ma era tormentato da una malattia così lunga e così straziante che questi così forti allettamenti alla vita furono vinti dalle ragioni della morte.
A trentadue anni, come mi aveva egli stesso confidato, fu colpito dalla podagra. Per lui era una malattia ereditaria; infatti sovente anche le malattie, come le altre cose, si trasmettono per una sorta di successione. (5) Finché fu in verde età egli la vinse e stroncò con la sobrietà e con la moderatezza; negli ultimi tempi, mentre con la vecchiaia si aggravava, la tollerava con il vigore del suo spirito, quantunque soffrisse delle torture incredibili e delle fitte atroci. [6] Ormai il dolore non era più localizzato soltanto nei piedi, come prima, ma si estendeva attaccando tutte le membra. Andai a trovarlo, al tempo di Domiziano, mentre stava a letto nella sua villa suburbana. [7] Gli schiavi uscirono dalla sua stanza: questo era l'uso che aveva stabilito, tutte le volte che entrasse un amico con cui potesse sfogarsi con particolare abbandono; e si allontanava perfino la moglie, sebbene fosse donna capacissima di mantenere qualsiasi segreto. [8] Volse gli occhi in giro e « Perché, disse, credi tu che io sopporti così a lungo queste sofferenze così terribili? Il motivo non può essere che uno: per sopravvivere almeno un giorno a questo spregevole brigante ». A dargli delle forze fisiche uguali a quelle della sua tempra morale, avrebbe egli stesso tradotto in realtà quello che bramava. Tuttavia la divinità appagò il suo ardente desiderio; soddisfatto, egli, vedendo che ormai poteva morire sereno e libero, spezzò tutti gli altri vincoli che lo legavano alla vita, che erano molti ma meno tenaci. [9] La malattia si era andata aggravando: egli cercò di smorzarla con la dieta, ma, siccome essa persisteva, evase con una ferma risoluzione. Aveva già passato due, tre, quattro giorni senza prendere cibo. Sua moglie Ispulla mandò da me il comune amico C. Geminio a portarmi una funestissima notizia: Corellio aveva irremovibilmente deliberato di morire; non si lasciava piegare né dalle sue preghiere né da quelle della figlia.
Registrato

Pagine: [1]   Vai su
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.7 | SMF © 2006-2007, Simple Machines LLC XHTML 1.0 valido! CSS valido!

Skuola.it © 2012 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 - CONTATTACI