Forum di Skuola.it Maggio 24, 2012, 08:17:05 pm *
Benvenuto! Accedi o registrati.
Hai dimenticato l'e-mail di attivazione?

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
 
   Indice   Aiuto Ricerca Accedi Registrati  
Pagine: [1]   Vai giù
  Stampa  
Autore Discussione: Per favore mi serve per domani.. non so come fare  (Letto 990 volte)
SoFarWay
Freshman di Skuola.it
*
Scollegato Scollegato

Messaggi: 3


Mostra profilo
« inserita:: Febbraio 17, 2009, 04:32:36 pm »

Domani dovrò essere interrogata su questa analisi del testo guidata di un testo famoso di Petrarca...

Pace non trovo e non ho da far guerra
e temo, e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio.
Tal m'ha in pregion, che non m'apre nè sera,
nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
e non m'ancide Amore, e non mi sferra,
nè mi vuol vivo, nè mi trae d'impaccio.
Veggio senz'occhi, e non ho lingua, e grido;
e bramo di perire, e chieggio aita;
e ho in odio me stesso, e amo altrui.
Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte e vita:
in questo stato son, donna, per voi.

Rispondi alla domande:
1)Il sonetto è un'analisi insistita del dissidio interiore dll'autore:si cerchi di ricavarne tutti gli elementi.
2)La situazione interiore lacerata e conflittuale si traduce nella figura retorica dell'antitesi, che è ripetuta per tutto ilcomponimento.Le antitesi seguono tutte lo stesso schema, o presentano delle variazioni?
3)Compaiono altre figure retoriche?
4) Lo stile petrarchescho appare limpido e piano come di consueto?
5)In quali altri testi di petrarca compaiono i temi presenti in questo sonetto?  Sono sempre espressi in forma analogamente artificiosa?
Registrato
seneca
Amministratore
Skuola.it Aficionado
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 1119



Mostra profilo
« Risposta #1 inserita:: Febbraio 17, 2009, 05:05:37 pm »

i quesiti sono molti e articolati, ti segnalo un po' di materiale, ma le domande dovrai cercare di risponderle tu in base a ciò che trovi di utile nel materiale segnalato



la poesia fondamentalmente è basata sulle antitesi, il verso può essere costituito da una o più frasi in opposizione. queste opposizioni possono generare:
- chiasmi;
- strutture parallele, dove gli elementi, sebbene antitesi nel significato, sono paralleli nella disposizione sintattica.

altre due metafore sono: et ardo, et son un ghiaccio.




 In "Pace non trovo" i versi sono tutti spezzati, ciascuno per sé a costituire un unico miniblocco concettuale, e anche al loro interno tramite quelle virgole, che, rendendo il discorso paratattico, lo fanno più concitato, quasi più difficile da leggere, più ansioso. Questo sonetto è un esempio del contrasto interiore dell'autore, nonché un altro esempio (ma diverso da quello più usuale) del suo tentativo di esorcizzare con la forma poetica la confusione in cui lo pone la tensione tra il desiderio di amore spirituale e divino e la voglia di abbandonarsi a quello umano e fisico (per Laura). In questo brano l'autore mette semplicemente il contrasto in parole, così come lo vive, ma lo sottopone agli artifici della retorica; l'ultimo verso lo dice esplicitamente, spiegando la ragione di tutti quegli emistichi in antitesi dei versi precedenti, in cui i due elementi del tormento dell'anima sono posti in evidenza dall'uso del chiarmo o del parallelismo: il primo verso, che dà il titolo al brano, è appunto un esempio di chiasmo, cioè di struttura incrociata:

PACE................NON TROVO
NON HO..............DA FAR GUERRA

TEMO.................SPERO
ARDO.................GHIACCIO

mentre il terzo verso è un esempio di parallelismo:

VOLO.................SOPRA IL CIELO
GIACCIO..............IN TERRA




Questo sonetto è il più celebre del Canzoniere per la sua raffinatezza stilistica; ed è quello che ha saputo esprimere, con efficienza insuperabile, i contrasto psicologici della passione amorosa. È costruito sulla figura dell'antitesi, cioè sull'accostamento di frasi in opposizione tra loro, i cui elementi sono disposti a chiasmo e soprattutto a parallelismo.
Il sonetto ha avuto grande fortuna tra i poeti del Cinquecento seguaci del "petrarchismo", come lo spagnolo Felix Lope de Vega; un imitazione molto riuscita è stata quella di un altro poeta spagnolo Francisco de Quevedo.
Contenuti: I contrasti interiori prodotti dall'amore
Elementi di pensiero e di poetica: il sonetto può essere considerato un ritratto interiore di Petrarca, uomo della contraddizione, dell'indecisione, dell'inquietudine
Analisi del testo
Pace non trovo è, sul piano retorico, uno dei sonetti più raffinati del Canzoniere. Il significato è trasparente ed è sicuramente compreso da chi sa che cosa vuol dire essere preda della passione amorosa: non trovare pace e non avere nemici né ragioni per cui muovere guerra; avere paura di ciò che può far male e sperare nel bene; sentire il fuoco nel cuore e il freddo nelle ossa; toccare il cielo con un dito e sentirsi prostrati e vuoti di energia; non avere nulla nella realtà e tutto nell'immaginazione
Struttura del sonetto
Il sonetto si compone di una serie di antitesi: il verso può essere costituito da una o più frasi in opposizione. Queste opposizioni possono generare:
* Strutture a chiasmo, in cui puoi vedere che gli elementi della frase si invertono, formando visibilmente una croce.
* Strutture parallele dove gli elementi sebbene in antitesi nel significato, sono paralleli nella sintassi.
Un ritmo rapido è dato dalla congiunzione "e", in posizione anaforica.
Registrato

seneca
Amministratore
Skuola.it Aficionado
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 1119



Mostra profilo
« Risposta #2 inserita:: Febbraio 17, 2009, 05:05:58 pm »

Nella prima quartina è sottolineata la conflittualità nell’animo del poeta, evidenziata dalle varie antitesi, paranomasie e rime interne.

Pace  Guerra
Temo  Spero
Ardo  Ghiaccio
Cielo  Terra e Volo  Giaccio
Nulla  Tutto ‘l mondo

L’idea del volo, ovviamente metafora, dello staccarsi da terra, intesa come liberazione.
Petrarca generalmente predilige le vocali, che danno una sensazione di chiarezza, di solarità, mentre in questo sonetto compaiono molte parole formate in prevalenza da consonanti. Questo è un fatto da sottolineare poiché si tratta di un’eccezione in Petrarca, e serve a far ulteriormente capire al lettore la situazione di sofferenza nel quale l’autore si trova al momento.
Nel secondo verso ci sono due antitesi, una nel primo emistichio e una nel secondo, che si possono collegare in un chiasmo.

Temo    Spero

Ardo    Ghiaccio

Poiché la paura (temo) riempie l’animo di freddezza (ghiaccio), e la speranza (spero) di ardore, calore (ardo).

L’espressione “Tal” che il poeta usa per chiamare Laura è banalizzante, volta a sminuire la figura dell’amata che tanta pena gli procura.
Possiamo individuare un altro chiasmo nel primo e secondo verso della seconda quartina.

Non m’apre    Né serra

Né per suo mi riten    Né scioglie il laccio

Petrarca è perso, in balia di Laura, che non gli fa capire chiaramente i propri sentimenti verso di lui, costringendolo a vivere nell’indecisione.
Il soggetto della prima strofe è l’Io in quanto soggetto di tutti i verbi della prima quartina, sebbene sia sottinteso e mai esplicitamente dichiarato.
Nella seconda quartina Petrarca è vittima, mentre nella prima era protagonista. Infatti, nella seconda quartina, subisce l’azione di Laura, dell’Amore, non ha più il controllo della situazione e si ripresenta solo in funzione di Laura e dell’amore che per lei prova.
Gli ultimi tre versi della prima quartina iniziano tutti con la congiunzione coordinante “e”, che si ripete anche all’interno dei versi.
Nella seconda quartina alla congiunzione “e” si sostituiscono “non”, “né”, così da sottolineare il pessimismo, la negazione.
Nella prima terzina c’è un paradosso “vedo senza occhi”.




Introduzione del libro (“La Scrittura e l’Interpretazione di Romano Luperini, Pietro Cataldi e Lidia Marchiani) a questo sonetto.

La condizione dell’amore, e anzi, meglio, la condizione del desiderio determina nella interiorità del poeta una serie di violenti conflitti. La figura retorica dell’antitesi si incarica di rappresentarli, attraverso una successione descrittiva di tipo prevalentemente metaforico che costituisce una specie di casistica della poesia amorosa successiva. La dichiarazione dell’amore si incarica, la tempo stesso, di riprodurre e di dominare la tensione interiore. Si mostrano qui una lingua e uno stile destinati a diventare per secoli i veicoli storici attraverso cui manifestare la tensione esistenziale.

Metrica: sonetto con rime, secondo lo schema ABAB, ABAB; CDE, CDE. Ed è una rima siciliana.

Parafrasi del sonetto a cura del libro

Non trovo Pace, e non ho mezzi per fare guerra; e temo e spero; e brucio, e sono (un pezzo di) ghiaccio; e volo su (sopra) in cielo, e giaccio in terra; e non possiedo nulla (et nulla stringo) e abbraccio tutto il mondo.
Una persona (tal) [: Laura] mi tiene (m’a = mi ha) in una prigione che non mi apre e non (né) [mi] chiude (serra), e non mi prende (né … mi riten) come (per) suo [prigioniero] e non mi apre (scioglie) i vincoli (il laccio); e Amore non mi uccide (non m’ancide), e non mi libera (non mi sferra = ‘non mi toglie dai ferri [della prigionia]’), e non mi vuole vivo, e non mi toglie (né mi trae) dalla sofferenza (d’impaccio) [: con la morte].
Vedo (veggio) senza [avere gli] occhi, e grido [anche se] non ho lingua; e desidero (bramo di) morire, e chiedo (cheggio) aiuto; e odio (ò in odio) me stesso, e amo un’altra (altrui) [: Laura].
Mi nutro (pascomi) di dolore, rido mentre piango (piangendo); la morte e la vita mi dispiacciono (mi spiace; al singolare) nello stesso modo (egualmente):
  • donna [: Laura], io sono in questo stato per causa vostra (per voi).




Spiegazione del sonetto a cura del libro

Si può tentare una spiegazione specifica per ogni opposizione, e anche per ognuno dei suoi due termini; ma è utile, intanto, vedere il significato complessivo di esse nel loro insieme: il poeta vive una situazione conflittuale ed è attraversato da sentimenti contrastanti. Il poeta non ha pace, perché la passione ed il desiderio gliela tolgono; e d’altra parte non è nelle condizioni di reagire (o per difendersi o per ottenere di essere ricambiato da Laura): verso 1. Ha paura di non essere amato, e spera a volte di esserlo, e passa dal bruciare della passione al gelo del timore e della disillusione: verso 2. L’amore per Laura e il pensiero di essere riamato gli danno l’impressione di innalzarsi in Paradiso; ma timore e disillusione lo gettano nello sconforto: verso 3. Non ha certezze di nulla, ma con il desiderio gli pare di stringere a sé tutto il mondo, tanto il desiderio è grande: verso 4.
La prigionia imposta da Laura al poeta non si decide ad essere esplicita e voluta, oppure a interrompersi, ridando libertà al prigioniero; cioè: la donna non si decide né ad accettare l’amore del poeta, né a rifiutarlo in modo da lasciarlo libero per la sua strada. Lo stesso Amore non uccide l’innamorato, ma al tempo stesso non gli permette di vivere veramente. Più che una vera contrapposizione, c’è qui una contraddizione ambivalente e sospesa.
Il poeta ha perso la vista a causa della passione, e continua a vedere con la sola forza dell’irrazionalità, senza vedere in senso razionale; grida di dolore ma è incapace di parlare, perché è come se non avesse la lingua; vorrebbe morire, eppure chiede all’amata di aiutarlo a vivere. La ragione di queste condizioni paradossali è il fatto che egli ama Laura e invece odia sé stesso, contro il principio elementare dell’amor proprio.
Così come Laura e Amore non si decidono sulle sorti del poeta, egli stesso è sospeso tra dolore e felicità, tra voglia di vivere e desiderio di morire.
Registrato

Pagine: [1]   Vai su
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.7 | SMF © 2006-2007, Simple Machines LLC XHTML 1.0 valido! CSS valido!

Skuola.it © 2012 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 - CONTATTACI