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ungaretti
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Discussione: ungaretti (Letto 1396 volte)
orsetto sincero
Freshman di Skuola.it
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ungaretti
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inserita::
Marzo 31, 2009, 03:57:36 pm »
mi servono i commenti delle poesie:
san martino del carso
fratelli
sono una creatura
grz
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Re: ungaretti
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Risposta #1 inserita::
Marzo 31, 2009, 06:59:00 pm »
critta nel 1916 è costituita da quattro strofe di versi liberi, le prime due sono quartine, mentre le seconde sono distici. Si può notare che ogni strofa è collegata da un lungo enjambement e che ogni strofa costituisce un’unità di senso e di significato.
PARAFRASI
Di queste case non è rimasto che qualche squarcio/pezzo di muro
Di tanti che corrispondevano il mio affetto (che mi erano cari) non è rimasto nemmeno questo (un brandello, qualcosa che identifichi una persona)
Ma nel mio cuore non manca il ricordo di nessuno dei miei compagni
È proprio il mo cuore il luogo più lacerato/afflitto/tormentato.
COMMENTO
Le prime due strofe sono legate da un’anafora (di queste case… di tanti) , da una rima identica (non è rimasto…. Non è rimasto). Tali scelte sono significative poiché comunque indicano che le due strofe sono collegate tra di loro: il PARALLELISMO che le unisce ulteriormente spiega perché l’autore ha voluto così strutturare la poesia. Nella prima strofa infatti l’immagine che prevale è un’immagine del mondo esterno : il paese, dopo i bombardamenti è distrutto è non sono rimaste tracce di case o comunque non sono rimaste tracce di vita umana , mentre nella seconda strofa l’immagine che prevale è l’immagine del mondo interiore del poeta, un mondo anch’esso devastato più del paese poiché se nel paese almeno sono rimaste delle tracce, di tutti i suoi parenti o amici non è rimasto niente. Da notare è l’utilizzo della parola BRANDELLO la quale pur essendo un’unica parola riesce già ad istituire un paragone tra i resti delle case che appunto vengono paragonati a stracci rotti ed inusabili.
Si può dunque dire che questi ELEMENTI rafforzano maggiormente il PARALLELISMO tra il mondo esterno ed interno dell’uomo ed evidenziano il contrasto tra l’immagine della guerra vista esteriormente (e dunque con maggiore oggettività) e la stessa immagine vista però interiormente con l’esperienza di chi l’ha vissuta e la sta vivendo. Inoltre l’attenzione si ferma anche sulla parola CORRISPONDEVANO che non è irrilevanti, infatti egli avrebbe potuto benissimo scrivere AMICI ma non l’ha fatto poiché sarebbe stato troppo comune e non avrebbe amplificato sensibilmente il fatto che è ha perso persone a cui voleva veramente bene.
Proseguendo la terza strofa comincia con una congiunzione avversativa MA molto importante perché comunque sta a significare che di fronte a tanta distruzione e di fronte alla scomparsa totale di tutti i suoi cari, il poeta non li dimenticherà mai poiché il suo cuore, paragonato ad un cimitero con la metafora NESSUNA CROCE MANCA, li ricorderà tutti .
Come le prime due strofe anche le ultime due sono collegate da un’ANAFORA (CUORE) e comunque da un parallelismo che richiama la stessa immagine dell’interiorità, rappresentata dal cuore del poeta, e l’esteriorità con la METAFORA “ è il paese più straziato” perché comunque nonostante la distruzione “oggettiva” quello che soffre maggiormente è il cuore del poeta definito STRAZIATO.
Concludendo si può dire che la poesia è basata su un parallelismo tra il paese distrutto di san Martino del Carso ed il cuore straziato del poeta, paragonato ad un paese, sono presenti continui rimandi tra l’esperienza del poeta e la realtà oggettiva, inoltre vi è una circolarità che unisce la poesia dovuta al fatto che si comincia con la parola CASE e si conclude con la parola PAESE.
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Re: ungaretti
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Risposta #2 inserita::
Marzo 31, 2009, 07:00:06 pm »
FRATELLI
La poesia descrive una scena molto breve: la domanda che un soldato rivolge ai propri compagni. E’ particolare la mancanza di punteggiature escluso il punto interrogativo di cui non si potrebbe fare a meno. Abbiamo versi brevi e il numero di essi nelle strofe non è regolare; nel complesso è una lirica succinta ma allo stesso tempo difficile da capire. Le rime sono assenti, anche perché l’opera non le richiede affatto, sono bastate le parole a renderla così orecchiabile. Colpisce molto la data aggiunta alla fine e penso che proprio questo particolare che fa sembrare “Fratelli” più una testimonianza che una poesia, al termine si ha l’impressione di aver visto un cortometraggio o di aver assistito realmente alla vicenda. Anche la quarta strofa, o meglio, il 10° verso, ha un significato proprio, questa è un’ importante caratteristica della poesia del ‘900. Nella seconda e terza strofa, invece, si puo’ notare una metafora riferita alla parola “fratelli” che, appunto, è pronunciata con tremore ed è debole come una foglia appena nata. L’autore ha scritto una poesia davvero particolare: trasmette angoscia, che è legata alla guerra, e solidarietà nei confronti dei soldati. Insomma, è una di quelle tante cose che ci fanno rendere conto cos’ è realmente la guerra e le sofferenze che porta. E’ sufficiente pensare all’esempio fornitoci da Ungaretti, nel quale i soldati al solo suono della parola “fratelli” sono confortati, quasi sconvolti dalla tanta bontà che c’è nell’essere chiamati in questo modo. In conclusione, si tratta di una poesia semplice esteriormente, ma di grande contenuto e, al termine della lettura, è coma se questo contenuto sia entrato dentro di noi e ci fa sentire “pieni”, pieni di un qualcosa che non siamo in grado di descrivere.
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Re: ungaretti
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Risposta #3 inserita::
Marzo 31, 2009, 07:02:49 pm »
Sono una creatura
il San Michele (luogo della poesia) è un monte del Carso ricordato per le sanguinose battaglie combattute durante la prima guerra mondiale, E' una zona aspra e arida. Formato da rocce porose, la pioggia non ha tempo a toccare terra che già viene assorbita dal terreno permeabilissimo. Simile all'acqua che viene immediatamente assorbita dal terreno è il pianto del poeta, un pianto senza lacrime, un dolore intimo che prosciuga l'anitna. Quasi come se la pace della morte si debba scontare con le sofferenze della vita.
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