Forum di Skuola.it Maggio 24, 2012, 09:45:19 pm *
Benvenuto! Accedi o registrati.
Hai dimenticato l'e-mail di attivazione?

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
 
   Indice   Aiuto Ricerca Accedi Registrati  
Pagine: [1]   Vai giù
  Stampa  
Autore Discussione: similitudini nel libro 4° dell'Eneide  (Letto 1147 volte)
ste23
Freshman di Skuola.it
*
Scollegato Scollegato

Messaggi: 4


Mostra profilo
« inserita:: Maggio 07, 2009, 06:06:19 pm »

Ciao a tutti!!sono nuova di questo sito ma spero possa essermi utile per risolvere il mio problema.. Indeciso
mi sevirebbe la spiegazione di due similitudini contenute nel libro 4° dell'Eneide.. Ghigno

-la prima al verso 68 che paragona Didone ad una cerva:
in trad."Linfelice Didone furente arde ed erra come una cerva colpita da una freccia, la quale cerva incauta un pastore trafisse tra i boschi di Creta da lontano, lanciando con frecce, e lasciò un ferro volante senza saperlo: ella gira intorno per le selve e le balze dittèe in fuga, l'asta letale aderisce al fianco."

- la seconda al verso 300 che sulla Fama:
in trad."La stessa empia fama riderisce alla pazza che la flotta è armata e che il viaggio è preparato. Incrudelisce priva di animo e infiammata e ardente va a baccare per tutta la città quale una Tiade eccitata dai riti sacri, quando le orgie triennali la stimolano avendo sentito Bacco e  chiama in notturno Citerone con rumore e infine si rivolge ad Enea con queste parole per cominciare...

Se qualcuno sa aiutarmi ne sarei felicissima!! Occhiolino
Ringrazio in anticipo.. Bacio
 
Registrato
seneca
Amministratore
Skuola.it Aficionado
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 1119



Mostra profilo
« Risposta #1 inserita:: Maggio 07, 2009, 07:43:12 pm »

mi sembra più una domanda di letteratura... ha poco a che vedere con il latino...
cmq non ho ben capito cosa ti interessa sapere di queste 2 similitudini
Registrato

ste23
Freshman di Skuola.it
*
Scollegato Scollegato

Messaggi: 4


Mostra profilo
« Risposta #2 inserita:: Maggio 08, 2009, 05:50:55 pm »

mi sembra più una domanda di letteratura... ha poco a che vedere con il latino...
cmq non ho ben capito cosa ti interessa sapere di queste 2 similitudini

ok non ci avevo pensato di inserirlo in letteratura Ghigno...cmq è per una lavoro di spiegazione e commento sul libro...
Registrato
seneca
Amministratore
Skuola.it Aficionado
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 1119



Mostra profilo
« Risposta #3 inserita:: Maggio 08, 2009, 07:50:03 pm »

eccoti qualcosa inerente alla prima frase

Questo passo è interamente dominato dal tema dell’amore folle della regina, poiché la induce ad assumere comportamenti fuori dalla norma. Questo amore, provocato dalle frecce di Cupido, per volere della dea Venere che così vuole proteggere il figlio Enea, viene descritto, per mezzo di una similitudine, come una malattia incontrollabile, una fiamma che arde in Didone, lasciandola debole come una cerbiatta ferita mortalmente dal dardo di un pastore, il quale ignaro ha lasciato la freccia conficcata nella ferita. Virgilio utilizza un lessico ricercato per meglio evidenziare l’intensa passione di Didone, che, come un tormento persistente, la spinge ad andare contro la sua volontà, annebbiandole i sensi ed inducendola a compiere azioni prive di razionalità; da sottolineare è, infatti, l’uso del verbo “uritur” (v.68), che usato in forma media esprime l’azione compiuta dalla regina e che si ripercuote sulla stessa pur senza la sua volontà; inoltre il participio “furens” (v.69) evidenzia il delirio della donna, la quale può essere paragonata ad una menade, che, ormai ebra, si muove freneticamente senza rendersene conto.
Registrato

ste23
Freshman di Skuola.it
*
Scollegato Scollegato

Messaggi: 4


Mostra profilo
« Risposta #4 inserita:: Maggio 10, 2009, 08:00:58 pm »

eccoti qualcosa inerente alla prima frase

Questo passo è interamente dominato dal tema dell’amore folle della regina, poiché la induce ad assumere comportamenti fuori dalla norma. Questo amore, provocato dalle frecce di Cupido, per volere della dea Venere che così vuole proteggere il figlio Enea, viene descritto, per mezzo di una similitudine, come una malattia incontrollabile, una fiamma che arde in Didone, lasciandola debole come una cerbiatta ferita mortalmente dal dardo di un pastore, il quale ignaro ha lasciato la freccia conficcata nella ferita. Virgilio utilizza un lessico ricercato per meglio evidenziare l’intensa passione di Didone, che, come un tormento persistente, la spinge ad andare contro la sua volontà, annebbiandole i sensi ed inducendola a compiere azioni prive di razionalità; da sottolineare è, infatti, l’uso del verbo “uritur” (v.68), che usato in forma media esprime l’azione compiuta dalla regina e che si ripercuote sulla stessa pur senza la sua volontà; inoltre il participio “furens” (v.69) evidenzia il delirio della donna, la quale può essere paragonata ad una menade, che, ormai ebra, si muove freneticamente senza rendersene conto.

grazieee!!!davvero utile!!! Sorriso Occhiolino
Registrato
Pagine: [1]   Vai su
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.7 | SMF © 2006-2007, Simple Machines LLC XHTML 1.0 valido! CSS valido!

Skuola.it © 2012 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 - CONTATTACI