ciao potreste controllare la traduzione di questa versione?grz mille

Le due strade (da Lattanzio)
Duae sunt viae per quas humanam vitam procedere necesse est: una quae in caelum ducat, altera quae ad inferos deprimat, quas et poetae in carminibus et philosophi in disputationibus suis induxerunt. Et quidem philosophi alteram virtutum esse viam voluerunt, alteram vitiorum, et illam virtutibus adsignatam dixerunt primo aditu esse arduam et confragosam. In ea si quis difficultatem superaverit et in summus eius evaserit, habebit de cetero (per il resto) planum iter, et omnium laborum capiet fructus uberes atque iucundos. Illi autem quos primi auditus difficultas deterruerit, in vitiorum viam deflexerunt, quae primo ingressu quasi amoena est. Deinde, cum in ea paulo ulterius (un pò più avanti) processerint, amoenitatis illius species repente subducitur, et se via monstrat praecipitem, nunc asperam saxis nunc obductam sentibus nunc torrentibus intercisam. Qua re illios laborare, haerere, saepe denique cadere necesse est.
Due sono le strade attraverso cui è necessario procedere la vita umana: una che conduca al cielo, l'altra che (deprimat) agli inferi, che sia i poeti nei versi sia i filosofi nelle loro discussioni indicarono. E alcuni filosofi vollere che la virtù fosse una via, l'altra dei vizi, e quella dissero che quella che era assegnata alle virtù come prima via d'uscita fosse difficile e ardua. In quella se qualcuno supererà la difficoltà e perverrà nel suo culmine, avrà per il resto una strada piana, e prenderà ricchi e piecevoli frutti di tutte le fatiche. Quelli invece che per primi (deterruerit) la difficoltà della via d'uscita, (deflexerunt) nella via dei vizi, che al primo ingresso è quasi piacevole. Poi, avanzando in quella un po' più avanti, all'improvviso (subdicitur) l'aspetto di quella piacevolezza e la via si dimostra un precipizio, ora difficile con massi ora piena di sentieri ora colma di torrenti. Per tale ragione è necessario lavorare, (haerere) e spesso infine cadere.