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seneca
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« Risposta #1 inserita:: Maggio 11, 2009, 07:15:18 pm » |
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il testo di questa tua versione non l'abbiamo, ti riporto una versione simile dalla quale puoi estrarci la tua
Socrates Atheniensis antiquorum philosophorum maximus fuisse putatur. Sculptoris ac obstetricis filius, vir fuit tam magni ingenii ut ab Apollinis oraculo sapientissimus hominum declaraus sit. Fuit etiam animo firmo et erga omnes benevolentissimo : omnes semper adiuvit, neminem (=nessuno) umquam laesit; quare(=per questo) ab omnibus magni existimabatur. Fuit praeterea integerrimus optimusque civs; nam ut Athenas a Lacedaemoniis defenderet, apud Potidaeam atque Amphipolim pugnavit, ubi animo ac virtute emicuit. Incridibili patientia toleravit uxorem Xanthippen, feminam admodum morosam ac iurgiosam. De uxore enim philosophus dicere solebat :<<Domi Xanthippen patienter tolero,ut ceterorum quoque foris petulantiam et iniurias perferre discam>>. Iniuste empietatis accusatus,Socrates,ne legum sanctitatem violare,mortem obire maluit quam e vinculis effugere. Athenienses postea, cum Socratem innocentem damnatum esse intellexissent,eius nomen eiusque integritatem summis laudabus celebraverunt
Si crede che Socrate l'Ateniese fosse il migliore tra i filosofi antichi .Figlio di uno scultore e di un'ostretica, fu un uomo di ingegno talmente grande da essere dichiarato dall'oracolo di Apollo il più sapiente degli uomini. Fu anche fermo di animo e dunque (ergo) molto gentile con tutti,aiutò sempre tutti , non danneggiò mai nessuno ,per questo era molto stimato da tutti .Inoltre fu un cittadino onestissimo e ideale, infatti per difendere Atene dai Lacedemoni, combattè presso Potidea e Anfipoli, dove risplendette per coraggio e valore.Con una pazienza incredibile sopportò la moglie Santippe, donna molto scontrosa e petulante. Infatti il filosofo era solito dire della moglie: "A casa sopporto pazientemente Santippe , per imparare a tollerare la sfrontatezza e le offese degli altri anche fuori" Accusato ingiustamente di empietà, Socrate, per non violare la santità delle leggi, preferì affrontare la morte piuttosto che fuggire dalla prigione. In seguito gli Atenesi, quando capirono che Socrate era stato condannato pur essendo innocente, celebrarono il suo nome e la sua onestà con grandi lodi.
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