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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Dicembre 21, 2007, 06:24:27 pm » |
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I condannati venivano imprigionati; viene disposta la loro condanna, questa viene inflitta anche ai miseri genitori. Ad essi è proibito avvicinarsi ai figli, è proibito recare ai loro figli cibo o vestiario. Questi padri che vedete giacevano sulla soglia, e le povere madri passavano la notte sulla porta d'ingresso del carcere, chiuse fuori dall'ultimo sguardo dei loro figli; queste non chiedevano null'altro se non che fosse loro concesso estrarre dalla bocca dei loro figli l'estremo fiato. Era presente un carceriere, il carnefice del pretore, morte e terrore degli alleati e dei cittadini romani, il littore Sestio, per il quale da ogni gemito e dolore veniva procurata una paga sicura. «Per visitare, mi pagherai tanto; perché ti sia concesso portar dentro del cibo, tanto». Nessuno protestava. «Che cosa? Perché io dia la morte a tuo figlio con un solo colpo di scure, che cosa pagherai? Perchè non sia torturato a lungo? Perché non sia percosso più spesso? Perché non gli sia portato via il fiato con un qualche senso di dolore?» Anche per questa causa veniva dato denaro. O dolore grande ed intollerabile! O destino pesante ed acerbo! I genitori erano costretti a riscattare con del denaro non la vita dei figli, ma la morte.
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