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Autore Discussione: un console valoroso  (Letto 638 volte)
manu24
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« inserita:: Luglio 16, 2009, 09:46:08 am »

Inizio: hannibal postquam in etruriam pervenit
Fine: dum tibi virium aliquid superest
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« Risposta #1 inserita:: Luglio 16, 2009, 04:46:02 pm »

dai un'occhio a questi 2 pezzi di versione e vedi se riesci a ricavarne la tua
nella prima l'inizio è pressoché quello, nella seconda invece trovi la frase finale


Hannibal, postquam per Etruriam ad Trasumenum lacum pervenerat, omnibus agris inter Cortonam urbem Trasumenumque lacum vastatis, castra aperto atque edito loco inter lacum ac montes locavit. Postea, insidias Romanis paraturus, milites levis armaturae post montes circumduxit (fece girare) et equitatum ad fauces saltus (all'imboccatura del passo) inter montes occultavit: reliquam exercitus partem pro castris instruxit. Interea pridie, solis occasu, Romanorum exercitus, Flaminii consulis ductu, ad lacum ex opposita parte pervenerat. Flaminius, Carthaginiensium castris conspectis, nullam suspicionem de Hannibalis indiis concipiens, cum toto exercitu in hostem processit. Poenus, ubi (appena) vidit hostem lacu ac montibus clausum et a suis copiis circumfusum, proelii signum dedit: omnes Carthaginienses simul in hostem impetum fecerunt. Interea improvisa et densa nebula e lacu orta (sorta) omnia contexit et Romanis, qui in fronte, a sinistro cornu, a tergo ab hostibus invadebantur et a dextro cornu lacu claudebantur, nulla spes salutis fuit: consul quoque strenue pugnans sub hostium ictibus cecidit, magna militum pars in atroci proelio periit, pauci, armis abiectis, in montes confugerunt.


Annibale, dopo che per l’Etruria era giunto al lago Trasimeno, devastati tutti i campi tra la città di Cortona e il lago Trasimeno, collocò l’accampamento in un luogo aperto e alto tra il lago e i monti.
Poi, per preparare un tranello ai Romani, fece girare i soldati armati alla leggera dietro i monti e nascose la cavalleria all’imboccatura del passo tra i monti: congiunse insieme davanti all’accampamento la rimanente parte dell’esercito.
Nel frattempo, il giorno prima, al tramontar del sole, l’esercito dei Romani, sotto il comando del console Flaminio, era giunto al lago dalla parte opposta. Flaminio, rilevato l’accampamento dei Cartaginesi, non avendo alcune sospetto dell’agguato di Annibale, avanzò con tutto l’esercito contro il nemico. Il cartaginese, appena vide il nemico rinchiuso dal lago e dai monti e accerchiato dalle sue truppe, diede il segno del combattimento: tutti i Cartaginesi fecero un attacco nel nemico.
Intanto una improvvisa e densa nebbia sorta dal lago ricoprì ogni cosa e i Romani, i quali, dall’ala sinistra, erano invasi dalla spalle e da davanti dai nemici e dall’ala destra erano chiusi dal lago, non ebbero nessuna speranza di salvezza, poiché anche la nebbia impediva l’uso delle armi. Nella grande confusione la strage fu grande: anche il console combattendo valorosamente morì sotto il colpo dei nemici. Grande parte dell’esercito morì nell’atroce combattimento, i pochi, buttate le armi, si rifugiarono sui monti.


Cn. Lentulus tribunus militum, cum praetervehens equo sedentem in saxo cruore oppletum consulem vidisset, "L. Aemili" inquit, "quem unum insontem culpae cladis hodiernae dei respicere debent, cape hunc equum, dum et tibi virium aliquid superest

Il tribuno militare Gneo Lentulo, poiché, passando a cavallo, aveva visto il console seduto su un masso, coperto di sangue, (gli) disse: "Lucio Emilio, l'unico che gli dèi devono considerare innocente della colpa della disfatta odierna, prendi questo cavallo, finché ti rimangono un po'di forze
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