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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Dicembre 31, 2007, 12:26:23 pm » |
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ciao, allora, ho trovato nel nostro archivio del de bello gallico:
Lucius Fabius centurio quique una murum ascenderant circumventi atque interfecti muro praecipitabantur. Marcus Petronius, eiusdem legionis centurio, cum portam excidere conatus esset, a multitudine oppressus ac sibi desperans multis iam vulneribus acceptis manipularibus suis, qui illum secuti erant, "Quoniam," inquit, "me una vobiscum servare non possum, vestrae quidem certe vitae prospiciam, quos cupiditate gloriae adductus in periculum deduxi. Vos data facultate vobis consulite." Simul in medios hostes irrupit duobusque interfectis reliquos a porta paulum summovit. Conantibus auxiliari suis "Frustra," inquit, "meae vitae subvenire conamini, quem iam sanguis viresque deficiunt. Proinde abite, dum est facultas, vosque ad legionem recipite." Ita puguans post paulum concidit ac suis saluti fuit.
il centurione Lucio Fabio e quelli che insieme a lui erano saliti sulle mura, circondati e uccisi, vengono precipitati di sotto. Marco Petronio, centurione della stessa legione, che aveva tentato di sfondare una porta, schiacciato da preponderanti forze avversarie, ormai coperto di ferite e disperando di salvarsi così si rivolse ai soldati del suo manipolo, che lo avevano seguito: «Poiché non posso salvarmi con voi, avrò cura, almeno, delle vostre vite, che ho messo in pericolo, spinto dal desiderio di gloria. Pensate a mettervi in salvo, che io ve ne darò l'occasione». Si getta quindi sui nemici ne uccide due e apre un piccolo varco allontanando gli altri dalla porta. Ai suoi che tentavano di aiutarlo «è inutile», disse, «tentare di salvarmi: ho perduto troppo sangue e mi mancano le forze. Andatevene, mentre siete ancora in tempo, e riunitevi alla legione». Così combattendo, poco dopo, cadde salvando la vita ai suoi uomini.
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