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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Giugno 17, 2010, 04:27:24 pm » |
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populus romanus in rebus adversis interdumvacilavit numquam iniquitati fortunae succubi,semper contra spem votaque hostium resurrexit.etrusco bello porsena rex a tiberis ripas castra posuit et urbem obsedit sed mucii scaevolae fortitudine atque cloeliae virginis virtute permotus est et obsidionem reliquit.gallico bellico postuquam hostes romanorum copias apud alliam flumen deleverant et urbem occupaverant,furius camillus novum exercitum contraxit et patriam liberavit.tarentino bello romani,appii claudi hortatu,pacem cum rege pyrrho victri non fecerunt,sed bellum continuaverunt et regem ex italia expulerunt.bello punico secundo postquam hannibal,carthaginiensium dux,apud cannas atrocem claem romanis intulerat,res puplica civium fortitudine et sociorum fieservat est.servili bello spartacus eiusque comites,qui totam fere italiam ferro ignique vastaverant, dum in urbem magnam servorum turbam inducunt,in lucania a crasso,in etruria a pompeio oppressi sunt
Il popolo romano vacillò a volte nelle circostanze avverse mai fu succube dell'ingiustizia della fortuna, sempre (resurrexit) contro la speranza e i voti dei nemici. Nella guerra etrusca il re pose l'accampamento alle rive del tevere e assediò la città e lasciò l'assedio. Nella guerra gallica dopo che i nemici dei romani avevano distrutto le truppe dei romani presso il fiume allia e avevano occupato la città, Furio Camillo preparò un nuovo esercito e liberò la patria. Nella guerra di taranto i romani, per esortazione di Appio Claudio, non fecero pace con il re Pirro, ma continuarono la guerra e cacciarono dall'italia il re. Nella seconda guerra punica dopo che Annibale, comandante dei cartaginesi, avevano portato una atroce sconfitta ai romani presso Canne, fu salvato lo stato per la forza dei cittadini e degli alleati. Nella guerra servile Spartaco e i suoi compagni, che avevano devastato quasi tutta l'italia con ferro e fuoco, mentre inducono nella grande città la folla dei servi, in Lucania vennero oppressi da Crasso, in etruria da Pompeo.
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