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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Giugno 18, 2010, 01:17:53 pm » |
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Latino Iuppiter, iratus quia Apollo Cyclopes arcu suo et sagittis venenatis necaverat, deum coegit Admeto, Thessaliae regi, per unum annum servire (con dat. ) et oves pascere. Admetus Apollinem liberali hospitio accepit et in rebus adversis summa observantia eum (lo) tractavit. Quare, cum in gravem morbum incidit, ingens munus ab Apolline accepit. Dixit enim regi deus: «Praesens periculum vitabis, si alius pro te (in vece tua) sponte mortem accipiet». Consilio dei Admetus obtemperavit et patrem senem ac matrem rogavit, sed omnes preces filii reiecerunt, quia vitae cupidi erant et mortem vitare optabant. Sola Alcestis uxor, quae (la quale) admòdum iuvenis erat, morti pro marito parata fuit. Iam dies fatalis venerat et infelix mulier extremum spiritum trahebat et teneros filiólos inter fietus et gemitus salutabat, cum repente Hercules advenit, miseram Alcestim morti eripuit et Admeto sospìtem reddidit.
Italiano Giove, irato perché Apollo aveva ucciso con il suo arco e con le frecce avvelenate i ciclopi, costrinse il dio a servire per un anno e a pascolare le pecore ad Admeto, re della Tessaglia. Admeto accolse con generosa ospitalità Apollo e nelle circostanze avverse lo trattò con grandissimo rispetto. Per questo motivo, ammalatosi gravemente, da Apollo un grande dono riceve. Disse infatti il dio al re: “Eviterai il presente pericolo, se qualcuno al posto tuo accetterà spontaneamente la morte”. Admeto obbedì al consiglio del dio e interrogò il vecchio padre e la madre, ma tutti rifiutarono le preghiere del figlio, perché erano desiderosi di vita e volevano evitare la morte. Solo la moglie Alcesti, che era molto giovane, fu pronta alla morte per il marito. Quando giunse il giorno fatale e l'infelice donna tirava l'ultimo respiro, e salutava i piccoli figli tra pianti e gemiti, improvvisamente giunge Ercole, strappa alla morte l’infelice Alcesti e la restituisce salva ad Admeto.
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