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Autore Discussione: V.v Niobe provoca l'ira di latona  (Letto 1681 volte)
FRANCYS_
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« inserita:: Giugno 18, 2010, 01:15:27 pm »

Titolo: Niobe provoca l'ira di latona
Inizio:Nioba quattuordecim liberos ex matrimonio
Fine: in conspectu miserae matris trucidant
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« Risposta #1 inserita:: Giugno 18, 2010, 01:16:43 pm »

ecco qui :

Nioba quattuordecim liberos ex matrimonio genuit et suorum liberorum numero et pulchritudine stulte superbiebat. Sed superbia matri doloris infiniti causa fuit et liberis causa miserandae perniciei. Quondam enim Thebanorum sacerdotes Latonae, Apollinis et Dianae matri, sacrificia solemnia magna cum pietate parabant. Tunc Niobam superbia movit et sic clamavit: <<Cur duorum tantum liberorum matri tot immolatis victimas? Liberos ego genui quattuordecim; generis divini ego quoque sum sicut Latona; nam pater meus Tantalus filius Iovis est>>. Tam stulta verba iram excitaverunt Latonae, quae celerem a suis liberis ultionem petivit. Statim Apollo et Diana in arcem Thebarum advolant et omnes Niobae natos, Apollo pueros, Diana puellas, arcubus et sagittis in conspectu miserae matris trucidant.

Niobe era la moglie di Anfione, re dei Tebani, ed ebbe 14 figli durante il matrimonio, sette figli e sette figlie, e si pavoneggiava stupidamente del numero dei suoi figli e della loro bellezza. Un giorno infatti i sacerdoti di Tebe preparavano con dedizione il grande sacrificio solenne per Latona, madre di Apollo e Diana. Allora Niobe mossa dalla superbia esclamò: <<Perché tanti sacrifici per la madre di due soli figli? Io ho partorito quattordici figli; sono di genere divino anche io come Latona; infatti mio padre Tantalo è figlio di Giove. Perché dunque a me non sacrificate delle vittime?>> Queste stupide parole adirarono Latona la quale velocemente ordinò ai suoi figli la vendetta. Immediatamente Apollo e Diana volano nella città di Tebe e uccidono ogni figlio di Niobe, Apollo i figli, Diana le figlie, con le frecce al cospetto della povera madre. Dunque l’infelice Niobe fugge in asia dal padre Tantalo, dove fu tramutata in sasso. Tuttora dal sasso Niobe emette il suo dolore con lacrime.
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