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Autore Discussione: Orfeo ed Euridice  (Letto 1520 volte)
... giulia ...
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« inserita:: Novembre 19, 2010, 03:38:52 pm »

Per favore, potreste aiutarmi ?  Sorriso
Inizio: Orpheus poeta lyrae sono fluviorum aquas refrenat, silvas clivosque movet, feras beluas mitigat.
Fine: Ita poeta usque ad mortem summa maestitia vivit.
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« Risposta #1 inserita:: Novembre 19, 2010, 08:55:35 pm »

LATINO
Orpheus poeta, lyrae sono fluviorum aquas refrenat (ferma), silvas clivosque movet (fa muovere), feras beluas mitigat (ammanisce). Amat (ama) nuptam suam, teneram nympham Eurydicam, et magna laetitia vitam in Thracia degit (trascorre). At Eurydicam veneno vipera necat (uccide). Tum Orpheus in inferna loca descendit (scende) et ad Proserpinam, regni Averni reginam, venit (si reca): amatam enim recuperare optat (vuole riottenere). Maesto lyrae sono Tartari umbras et Erebi deos vincit (vince). Proserpina viro Orpheo imperia dat: << Puellam ad vivos reduces (ricondurrai), at numquam in via ab inferis ad superorum auras oculos in nuptam tuam converte (rivolgi)!>> Iam Eurydica in terram venit (giunge), sed subita dementia Orpheus in nuptam oculos vertit (rivolge) Repente feminae figura ex oculis abscedit (se ne va). Puellam enim in inferos Proserpina in aeternum revocat. Ita poeta usque ad mortem summa maestitia vivit.


TRADUZIONE
Il poeta orfeo, con il suono della lira ferma le acque dei fiumi, fa muovere le selve e le alture, ammansisce le bestie feroci. Ama la sua sposa, la tenera ninfa Euridice, e conduce una vita con grande letizia in tracia. Ma una vipera uccide col veleno Euridice. Allora Orfeo discende nei luoghi infernali e arriva da Proserpina, regia del regno Averno; intende riottenere infatti la sua amata. Con il mesto suono della lira vince le ombre del Tartaro e e gli Erebi. Proserpina dà degli ordini all'uomo Orfeo: "ricondurrai la ragazza tra i vivi, ma durante la via dagli inferi alle aure superiori non rivolgere mai gli occhi verso la tua sposa". Euridice già giunge in prossimità della terra, ma per un'improvvisa pazzia Orfeo volge gli occhi verso la sposa. Subito la figura della donna scompare dai suoi occhi. Infatti Proserpina richiama la ragazza negli inferi per l'eternità. Così il poeta vive con enorme mestizia fino alla morte.
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