|
dyd666
|
 |
« Risposta #1 inserita:: Gennaio 03, 2008, 05:29:35 pm » |
|
Cesare, constatato che ormai da parecchi giorni il nemico si teneva nell'accampamento, difeso dalla palude e dalla conformazione naturale della zona, si era anche reso conto che non poteva né espugnare il loro campo senza un combattimento rovinoso, né circondarlo con opere d'assedio, a meno dell'impiego di truppe più ingenti. Allora invia una lettera a Trebonio, ordinandogli di richiamare quanto prima la tredicesima legione (che svernava nelle terre dei Biturigi con il legato T. Sestio) e di raggiungerlo con le tre legioni a marce forzate. Intanto, ai cavalieri dei Remi, dei Lingoni e degli altri popoli, che aveva richiesto in gran numero, dà l'incombenza di scortare a turno i nostri in cerca di foraggio, per proteggerli da improvvisi attacchi dei nemici. Si procedeva ogni giorno in questo modo e come spesso ac*cade quando si compiono azioni ripetitive, conosciute le stazioni dei cavalieri dei remi, prepararono insidie nei luoghi silvestri. Per prima cosa infatti i remi vennero circondati nei boschi dai nemici, poi circondati da ogni parte dai fanti, morirono pochi eccetto pochi che si rifugiarono nell'accampamento.
|