|
seneca
|
 |
« Risposta #1 inserita:: Gennaio 03, 2008, 07:33:36 pm » |
|
Gallorum catervae, aestivo tempore, per Alpes in Italiam descenderunt et fines ferro ignique vastaverunt. Terror mortis et Gallorum formido repente regionum atque urbium incolas invaserunt. Statim adversus multitudinem barbarorum populus Romanus consulem misit cum legionibus; sed in pugna apud flumen Alliam Galli vicerunt et Romanorum copias in fugam verterunt statimque ad Urbem accesserunt. Tum cives Romani cum uxoribus et liberis in proxima oppida confugerunt; manserunt iuvenes, et in arce Capitolina salutem invenerunt. Mox pervenerunt barbari et Capitolium obsidione clauserunt. Et iam nocte murum scalis ascendebant, cum repente anseres, animalia sacra Iunoni, clamore suo Marcum Manlium excitaverunt; ita Romani barbarorum corpora e muro praecipitaverunt, et Romam armis et virtute servaverunt.
D'estate, torme di Galli scesero in Italia attraverso le Alpi e misero a ferro e fuoco il territorio. Improvvisamente la paura della morte e lo spavento suscitato dai Galli si impadronirono degli abitanti delle regioni e delle città. Subito il popolo Romano inviò contro la moltitudine dei barbari il console con le legioni; ma nella battaglia presso il fiume Allia i Galli vinsero, misero in fuga le milizie dei Romani e immediatamente entrarono nella Città. Allora i cittadini Romani si rifugiarono con le mogli e i figli nelle vicine città fortificate; rimasero (invece) a Roma i giovani e trovarono scampo nella rocca del Campidoglio. Presto vi giunsero i Galli e chiusero d'assedio il Campidoglio. E già, nottetempo, salivano con le scale il muro, quando d'un tratto le oche, animali sacri a Giunone, con i loro versi destarono Marco Manlio; così i Romani scagliarono giù dal muro i corpi dei barbari e salvarono Roma con le armi e con il loro valore.
|