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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Febbraio 28, 2011, 06:20:53 pm » |
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Ecco il brano originale da cui è stata ricavata la tua versione:
Atque haec--nihil enim praetermittendum de istius impudentia videtur--agebantur in conventu palam de sella ac de loco superiore. Erat hiems summa, tempestas, ut ipsum Sopatrum dicere audistis, perfrigida, imber maximus, cum iste imperat lictoribus ut Sopatrum de porticu, in qua ipse sedebat, praecipitem in forum deiciant nudumque constituant. Vix erat hoc plane imperatum cum illum spoliatum stipatumque lictoribus videres. Omnes id fore putabant ut miser atque innocens virgis caederetur; fefellit hic homines opinio. Virgis iste caederet sine causa socium populi Romani atque amicum? Non usque eo est improbus; non omnia sunt in uno vitia; numquam fuit crudelis. Leniter hominem clementerque accepit. Equestres sunt medio in foro Marcellorum statuae, sicut fere ceteris in oppidis Siciliae; ex quibus iste C. Marcelli statuam delegit, cuius officia in illam civitatem totamque provinciam recentissima erant et maxima; in ea Sopatrum, hominem cum domi nobilem tum summo magistratu praeditum, divaricari ac deligari iubet.
E si aggiunga che Verre (nulla infatti dev'essere trascurato, a mio parere, quando si parla della sua sfrontatezza) affrontava simili questioni pubblicamente, mentre amministrava la giustizia assiso sulla sedia curule, dall'altro del suo reggio di governatore. Si era in pieno inverno; il clima, come avete udito proprio dalle parole di Soparto spogliato e assediato dai littori. Tutti credevano che il disgraziato, pur essendo innocente, sarebbe stato fustigato, ma questa volta non l'azzeccarono. Verre avrebbe fustigato senza un buon motivo un alleato e un amico del popolo romano? Non è malvagio fino a questo punto; non si può pensare che una sola persona abbia in sè tutti i vizi; egli non è mai stato crudele. Trattò Sopatro con delicatezza e con clemenza. In mezzo alla piazza sorgono delle statue equestri dei Marcelli, come in quasi tutte le altre città della Sicilia. Tra queste Verre scelse la statua di Gaio Marcello, le cui benemerenze nei confronti dei quella città e di tuta quanta la provincia erano molto recenti e molto grandi. Su di essa fa legare saldamente a cavalcioni Sopatro, che nella sua città non era solo un personaggio eminente ma ricopriva anche la più alta carica pubblica.
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