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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Marzo 31, 2011, 07:22:32 pm » |
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eccola
Postquam praesidium in castris relictum est et exiguum agmen ad Metlosedum (=”Metlosedo”) missum est, Bellovacci reliquas copias contra Labienum caesaris legatum duxerunt. Prima luce hostium copiae procul in plantia cernebantur: dum iam hostium clamores audiuntur, Labienus ex Caesaris consilio firmis et animosis verbis Romanorum equites peditesque confirmavit copiasque ad pristinam virtutem incitavit; deinde proelii signum dedit . Primo concursu (=”scontro”, abl. sing.m.) a dextro latere, ubi septima erat legio, hostes pulsi atque in fugam coniecti sunt; a sinistro autem, postquam primi ordines hostium telis transfixi sunt et conciderunt, reliqui Galli acriter resistebant nec unus hostium fugae suspicionem dabat. Gallorum dux Camulogenus per omnes partes perequitabat et, quod proelium incertum apparebat, milites suos ad virtutem excitabat. Acriter pugnabant omnes proeliumque diu anceps fuit: sed, cum septimae legionis tribuni cohortes post hostium tergum disposuerunt ac hostes petiverunt, victoria tandem a Romanis conquisita est. Omnes fere Galli circumventi atque occisi sunt; pauci, dum fugiunt, ab equitatu oppressi sunt. Denique Labienus Agedincum, ubi (=’dove”) totius exercitus impedimenta reliquit, revertit et inde (avv.) ad Caesarem pervenit.
Dopo che venne lasciato il presidio nell'accampamento e venne mandato una piccola schiera a Metlosedo, i bellovaci condussero le restanti truppe contro il luogotenente di Cesare Labieno. All'alba le truppe dei nemici erano distinti non lontani dalla pianura: mentre già erano sentiti i clamori, Labieno dal piano di Cesare confermò con ferme e animose parole i cavalieri e fanti dei romani e incitò le truppe alla antica virtù, poi diede il segnale di battaglia. Al primo scontro dal lato destro, dove era la settima legione, i nemici vennero cacciati e vennero spinti alla fuga, dal corno sinistro, dopo che vennero (tranfixi) gli ordini dei nemici con dardi e (conciderunt), i restanti galli resistevano acremente nè alcuno dei nemici dava il sospetto della fuga. Il comandante dei galli Camulogeno (perequitabat) per ogni parti e, per il fatto che il combattimento sembrava incerto, eccitava alla virtù i suoi soldati. Tutti combattevano acremente e il combattimento fu a lungo incerto: ma, i tribuni della settima legione disposero le coorti dietro le spalle dei nemici e si diressero verso i nemici, e dai romani venne ottenuta dai romani. Tutti i galli vennero circondati e uccisi, pochi, mentre fuggono, e oppressi dalla cavalleria. Infine Labieno ritornò a Agedinco, dove lasciò gli impedimenti di tutto l'esercito, e poi giunse di nuovo da Cesare
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