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Floury
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« inserita:: Aprile 02, 2011, 11:24:13 am »

mi serve urgentemente la traduzioine della versione "conquista e incendio di fidene" grazieee
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« Risposta #1 inserita:: Aprile 02, 2011, 01:26:13 pm »

ciao, senza inizio e fine nn sappiamo quale brano controllare...il titolo può variare da libro a libro.
Abbiamo trovato questa, vedi se è la stessa che cerchi tu

Romani, quia Fidenates foedera ruperant atque eorum legatos infanda caede necaverant perfidos socios punire statuërunt. Statim Mamercum Aemilium dictatorem creaverunt, qui exercitum comparavit, in Fidenatium fines contendit et cum iis proelium commisit. Iam Romanorum legiones, acriter pugnantes, hostium copias fugaverant, cum repente ex oppido Fidenis erüpit multitudo civium faces ardentes in manibus ferentium. qui in Romanorum milites impetum fecerunt. Inusitati proelii genus Romanos parumper exterruit sed dictator, eorum trepidationem videns, militibus Laborantibus subsidio accurrit et magna voce exclamavit: “Romani, cur inermium civium ignes timêtis? Faces ab iis eripite atque, virtutis Romanae memores, flammas in hostium urbem vertite Fidenasque incendiate!”. Milites, dictatoris verbis confirmati (= rinfrancati),proelium renovavërunt et fortiter repugnantes faces e manibus civium eripuerunt ac urbem incenderunt.

I Romani, poiché gli abitanti di Fidene erano venuti meno ai patti e con una esecranda strage avevano ucciso i loro ambasciatori, decisero di punire i perfidi alleati. Elessero subito dittatore Mamerco Emilio che arruolò un esercito, si diresse verso il territorio dei Fidenati e venne a combattimento con essi. Ormai le legioni romane, combattendo vigorosamente, avevano volto in fuga le truppe nemiche, quando all'improvviso dalla città di Fidene fece una sortita una moltitudine di cittadini che portavano nelle mani torce accese, che si slanciarono contro i soldati romani. Per un po' quel genere di combattimento diverso dal consueto spaventò i Romani, ma il dittatore vedendo i suoi trepidanti, accorse in aiuto dei soldati che si trovavano in difficoltà ed a gran voce esclamò: "Romani, perché temete i fuochi di cittadini inermi? Strappate loro le torce e, memori del valore romano, rivolgete contro la città nemica le fiamme ed incendiate (in latino INCENDITE) Fidene!" Rinfrancati dalle parole del dittatore i soldati ripresero il combattimento e con lotta accanita strapparono dalle mani dei cittadini le fiaccole ed incendiarono Fidene.
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