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Autore Discussione: versione Il supplizio di Tantalo, urgentissima!!!  (Letto 1131 volte)
davidedepau1996
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« inserita:: Aprile 05, 2011, 04:49:42 pm »

Salve, mi serve la versione "il supplizio di Tantalo", urgentissima!!!
L'autore non c'è scritto, perciò non posso dirvelo...

Titolo: Il supplizio di Tantalo
Inizio: Tantalus, Iovis filius, Lydorum rex erat, valde clarus inter homines ob magnas divitias
Fine: Praeterea saxum immensum, perpetuae minae, miseri capiti impendebit.
Autore: non c'è scritto! =(

se vi può essere d'aiuto metto la foto della versione, zoomatela in un'altra scheda...:


Grazie in anticipo!!
Ps : è urgentissima mi serve entro quest'ora!!!!!!!!!
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« Risposta #1 inserita:: Aprile 05, 2011, 05:58:00 pm »

ciao, ecco qui, l'avevamo in archivio, mancano solo alcune parole, che non sono presenti nel nostro brano

Tantalus, Lydorum rex, clarus inter homines ob magnas divitias erat et diis deabusquecarus. Ideo Iuppiter saepe Tantalum in Olympum vocabat atque ad Superorum epulas admittebat. Sed Tantalus in caelo Iovis deorumque sermones audiebat et in terra eorum consilia hominibus declarabat; praeterea olim nectaris et ambrosiae divinae furtum fecit ("fece"). Tum Iuppiter iratus:"Ob tanta facinora - inquit ("disse") - Tantalus ex Olympo pelletur atque in Inferis saeva poena punietur. In palude Stygia continenter stabit, sed siti ardebit; nam si os ad aquam admovebit, aqua statim recedet; rami cum multis ac iucindis pomis ante eius o****s pendebunt sed, si Tantalus brachium sublevabit, ventus arboris ramos ad caelum extollet. Ideo in palude Tantalus famis sitisque supplicio semper excruciabitur; praeterea saxum immensum semper super eius caput impendebit".

Tantalo, re dei lidi, era famoso tra gli uomini per le grandi ricchezze ed era caro agli dei e alle dee. Così Giove spesso chiamava Tantalo in olimpo e lo ammetteva ai pranzi sacri. Ma Tantalo ascoltava i discorsi in cielo di Giove e degli dei e raccontava in terra agli uomini i loro piani, inoltre una volta rubò il nettare e l'ambrosia divina. Allora Giove irato: per i tanti scempi, disse, Tantalo è cacciato dall'olimpo e è punito con una crudele pena negli inferi. Nella palude stigia starà costantemente ma arderà di sete, infatti se avvicinerà la bocca all'acqua, l'acqua subito recederà, i rami con molti e buoni frutti penderanno davanti ai suoi occhi ma, se Tantalo alzerà le braccia, il vento alzerà al cielo i rami dell'albero. Così nella palude Tantalo sarà crucciato sempre dal supplizio della fame e della sete, inoltre penderà sempre sulla sua testa un grande sasso.
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