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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Aprile 11, 2011, 04:18:53 pm » |
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ciao, spero di essere ancora in tempo
Latino: Equitibus Romanis, honestissimis viris, adferuntur ex Asia cotidie litterae, quorum magnae res aguntur in vestris vectigalibus exercendis occupatae: qui ad me, pro necessitudine quae mihi est cum illo ordine, causam rei publicae periculaque rerum suarum detulerunt: Bithyniae, quae nunc vestra provincia est, vicos exustos esse compluris; regnum Ariobarzanis, quod finitimum est vestris vectigalibus, totum esse in hostium potestate; L. Lucullum, magnis rebus gestis, ab eo bello discedere; huic qui successerit non satis esse paratum ad tantum bellum administrandum; unum ab omnibus sociis et civibus ad id bellum imperatorem deposci atque expeti, eundem hunc unum ab hostibus metui, praeterea neminem.
Italiano Ogni giorno pervengono lettere dall'Asia ai cavalieri romani, persone rispettabilissime, che hanno impegnato ingenti capitali nell'appalto dei tributi statali. Essi, in virtù dei legami che mi uniscono al loro ordine, mi hanno affidato gli interessi dello Stato e delle loro fortune in pericolo. In quelle lettere si dice che sono stati dati alle fiamme parecchi villaggi della Bitinia, attualmente provincia romana; che il regno di Ariobarzane, confinante con i territori a voi tributari, è interamente in potere dei nemici; che Lucio Lucullo, dopo aver compiuto grandi imprese, lascia il comando delle operazioni, ed il suo successore non è sufficientemente preparato a dirigere una simile guerra; che tutti gli alleati ed i cittadini richiedono insistentemente un solo uomo al comando dell'impresa, e questo uomo, e soltanto lui, è temuto dai nemici.
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