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Autore Discussione: integrità e modestia di catone  (Letto 1380 volte)
valelon
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« inserita:: Maggio 12, 2011, 10:08:20 am »

Inizio: cato maior,cum quaestor esset
Fine: nulli alii unquam tributus esset
Autore: valerio massimo

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« Risposta #1 inserita:: Maggio 12, 2011, 12:06:16 pm »

Ciao, ecco il brano che ci hai richiesto! Alla prossima.

Cato maior, cum quaestor esset, in insulam Cyprum missus est. Ad Colligendam pecuniam Ptolemaei, Aegyptorum regis. A quo populus et senatus romanus haeredes instituti erant. Quam rem integerrima fide et summa sagacitate administravit. Summa redacta est ex ea haereditate multo maior quam sperari potuit. Fere septem milia talentorum et ingentissimos thesauros in navibus honerariis imposuit ut in italiam deportaret. Ut autem naufragi pericula vitaret tali consilio usus est: singulis basis in quibus pecunia inclusa erat, alligavit longo funiculo corticem suberis ut, si forte navigium procella vel aliquo casu in corsu submersum esset, cortex supernatans indicaret locum amissae pecuniae. Cum ergo romam redisset integrum thesaurum referens senatus et tota ferme civitas effusa est obviam advenienti, neque erat res triupho ab similis. Gratiae actae sunt catoni a senatu et a plebe eique praetura data est et ius spectandi ludos cum praetexta. Quem honorem ille recusavit, adfirmans inicuum esse sibi decerni honorem, qui nulli alii unquam tributus esset.

All'epoca in cui era questore, Catone il Censore [lett. maior, maggiore] fu inviato nell'isola di Cipro a recuperare il tesoro [pecuniam] di Tolomeo, re d'Egitto, dal quale (re) il senato e il popolo di Roma erano stati nominati eredi. (Catone) sbrigò quella mansione [rem] mostrando ineccepibile onestà e competenza. La somma che si ricavò da quella eredità si rivelò maggiore di quanto si potesse sperare: (Catone) fece imbarcare sulle navi tesoriere, alla volta dell'Italia, pressappoco 7mila talenti e una gran quantità di oggetti di valore [thesauros].Inoltre, per scongiurare i danni [pericula] di un (eventuale) naufragio, (Catone) ricorse al seguente espediente: con una lunga corda, legò ad ogni vaso [suppongo "vasis"] in cui era stato riposto il tesoro, della corteccia di sughero, tal che - se per un malaugurato caso [forte] la nave fosse affondata, durante il tragitto, [in corsu] a causa di una tempesta o di qualche (altro) accidente, la corteccia, salendo a galla, avrebbe indicato il punto esatto [locum] in cui il tesoro era affondato. Il giorno in cui (Catone) tornò Roma, portando il tesoro intatto, il Senato e praticamente l'intera popolazione gli si fece incontro, accogliendolo con un trionfo senza pari. Dal Senato e dal popolo gli furono porti ringraziamenti ufficiali, gli fu conferita la pretura e il diritto di assistere ai giochi con indosso la pretesta. Ma (Catone) declinò tale onore, affermando che non era cosa giusta [suppongo "iniquum"] fregiarsi di un onore ma (prima d'allora) tributato ad alcuno.
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