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Autore Discussione: dignitose proposte di pace degli abitanti di Prive  (Letto 2652 volte)
nikolino
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« inserita:: Gennaio 18, 2008, 03:54:26 pm »

Inizio: Priverno capto interfectisque iis,qui id oppidum
Fine: etiam ius et beneficium nostrae civitatis daretur
Autore: valerio massimo

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« Risposta #1 inserita:: Gennaio 18, 2008, 04:24:11 pm »

Priverno capto interfectisque iis, qui id oppidum ad rebellandum incitaverant, senatus indignatione accensus consilium agitabat quidnam sibi de reliquis quoque Privernatibus esset faciendum. Ceterum Privernates, cum auxilium unicum in precibus restare animadverterent, ingenui et Italici sanguinis oblivisci non potuerunt: princeps enim eorum in curia interrogatus quam poenam mererentur, respondit: "Quam merentur qui se dignos libertate iudicant". His verbis exasperatos patrum animos inflammaverat. Sed Plautius consul, favens Privernatium causae, quaesivit qualem cum eis Romani pacem habituri essent inpunitate donata. At is costantissimo vultu "Si bonam dederitis" inquit" perpetuam, si malam, non diuturnam”. Qua voce perfectum est ut victis non solum venia, sed etiam ius et beneficium nostrae civitatis daretur.


Presa (la città di) Priverno e uccisi coloro che avevano incitato quella città alla ribellione (=  a ribellarsi), il senato, acceso d'ira, discuteva che cosa mai dovesse fare anche degli altri Privernati. Del resto i Privernati, pur comprendendo che l'unica risorsa (= aiuto) consisteva nelle preghiere, non poterono dimenticarsi del loro sangue libero e italico: infatti il loro capo, interrogato in senato (su) quale castigo meritassero, rispose: " (Quello) che meritano (coloro) che si giudicano degni della libertà". Con queste parole aveva infiammato gli animi esasperati dei senatori. Ma il console Plauzio, essendo favorevole alla causa dei Privernati, domandò quale pace i Romani avrebbero potuto fare con loro, se fosse stata donata (loro) l’impunità. Ma egli con volto fierissimo disse: “Se ci darete una (pace) buona, (la farete) per sempre, se cattiva, non (la farete durare) a lungo (lett.: lunga). Con questo discorso fu ottenuto che ai vinti venne concesso non solo il perdono, ma anche il diritto e il beneficio della nostra (= romana) cittadinanza
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