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Autore Discussione: La mosca e la mula  (Letto 686 volte)
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« inserita:: Febbraio 13, 2008, 08:11:51 pm »

Inizio: Fervido aestatis die misera mula
Fine: flagellum tenet et flagello temperat velocitatem
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« Risposta #1 inserita:: Febbraio 13, 2008, 09:51:14 pm »

Fervido aestatis die misera mula onustum carrum magno cum labore trahebat. Parva musca in carri temone sedebat atque mulam nimis tardam increpabat: << nisi citius procedis,ego tibi primum collum deinde totum corpus pungo>>
At mula respondet: << demitte vanam superbiam tuam,stulta musca;verba tua enim me non movent, quia minas tuas non timeo. Ego timeo solum hominem qui in sella sedet ; nam ille flagellum tenet et flagello temperat velocitatem meam >>

In una calda giornata d'estate una mula con gran fatica trascinava un pesante (lett. "carico") carro. Una piccola mosca sedeva sul timone del carro e rimproverava la mula troppo lenta: "se non procedi più in fretta io ti punzecchio prima il collo, e poi in tutto il corpo".
Ma la mula risponde: "Lascia cadere la tua vuota superbia, stolta mosca, le tue parole infatti non mi toccano, poiché io non temo le tue minaccie. Io temo unicamente l'uomo che siede a cassetta ("sella" è il sedile del cocchiere); infatti egli tiene (= ha, impugna) la frusta e con la frusta regola la mia velocità."
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