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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Marzo 06, 2008, 02:25:02 pm » |
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Latino cervus,siti vehementi laborans, per saltus montium errabat, et tandem ad fontem pervenerat. dum os suum in liquidam aquam demittit et avidis haustibus sitim depellere desiderat, vidit in lacu undarum imaginem suam cum ramosis cornibus. tanta pulchritudine superbus, cornua laudavit, crurum eximiam gracilitatem contempsit. at subito canum latratus a cervo auditos est et arcus venatorum ante oculos conspecti sunt;quare metu perterritus celeri cursu per saltuum rubos fugam cepit. iam agilitas et celeritas crurum minaces hostes eluserant sed ramosa cornua ruborum frondibus adhaeserunt et cursum impediverunt. sic nec canum impetum nec venatorum adventum vitare valuit, et ferreis verubus necatus est.nam gracilia crura utilia ei fuerant in cursu cornu contra splendidus ornatus corporis exitus funesti causa fuerunt .
Italiano Un cervo, soffrendo molto per la sete, errava per il salto dei monti finchè non giunse ad una fonte. Mentre avvicinava la sua bocca all'acqua limpida e desiderava cacciare la sete con avidi sorsi, vide nel lago la sua immagine con le ramose corna. Superbo per tanta bellezza, lodò le corna e disprezzò la gracilità eccessiva delle gambe. Ma subito fu sentito dal cervo il latrato dei cani e vide davanti agli occhi l'arco dei cacciatori; per tale ragione atterrito con veloce corso iniziò la fuga attraverso i rovi dei salti. Già l'agilità e la velocità delle gambe avevano eluso i minacciosi nemici ma le ramose corna si impigliarono alle fronde degli alberi e impedirono il corso. Così nè l'impeto dei cani nè l'arrivo dei cacciatori potè evitare, e fu ucciso con (cerca verubus) di ferro. Infatti le gracili gambe gli furono utili nella corsa al contrario le splendide corna che lo ornavano furono la causa della sua funesta morte.
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