|
dyd666
|
 |
« Risposta #1 inserita:: Marzo 23, 2008, 08:57:13 pm » |
|
L'imperatore Augusto compra il materasso di un senatore carico di bediti
Augustus, cum ruri in villa sua esset atque iniqua febricula laboraret, plurimas noctes inquietas agebat. Praeterea non amplius horas quinque (=cinque) quiescere poterat (=poteva), cum creber tristisque noctuae cantus eius somnum perturbaret; unde (=in seguito a ciò) eveniebat un nocte saepissime e somno repente excuteretur. Tum imperator lectorem arcessebat ut ille (=quello, sogg.) voce submissa sibi (= a lui, egli) somnum conciliaret. Olim Augustus, cum audivisset senatorem, quamvis (=benché) aere alieno oppressum, artissime dormire esse solitum, confestim misit in urbem servum ut etiam magno pretio senatoris culcitam emeret. Amicis quaerentibus cur tantopere illam (=quel) culcitam possidere cuperet, Augustus ait (=disse): "Culcita in qua (=su cui) homo aere alieno opressus sempre tranquille dormire potuit (=poté) certe etiam mihi (=a me) somnum conciliabit".
Augusto, trovandosi nella sua casa di campagna e soffrendo per una febbre fastidiosa, passava molte notti inquiete. Inoltre non riusciva a riposare più di 5 ore, poichè il suo sonno era disturbato da un fastidioso e triste canto di una civetta; in seguito a ciò accadeva assai spesso che di notte fosse svegliato all'improvviso dal sonno. Allora l'imperatore chiamò il lettore affichè quello con voce bassa gli conciliasse il sonno. Un volta l'imperatore, avendo saputo che un senatore, sebbene oppresso da una strana aria (cerca un significato migliore per alieno aere), era solito dormire profondamente, mandò subito un servo in città affinchè comprasse anche a caro prezzo un materasso. Agli amici che chiedevano perchè desiderasse tanto possedere quel materasso, Augusto disse: " Il materasso sul quale l'uomo oppresso da (traduci alieno aere) potè dormire sempre tranquillamente certamente mi concilierà il sonno.
|