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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Maggio 19, 2008, 07:10:11 pm » |
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Come si devono scegliere gli amici (Cicerone - Rhetorica - Laelius De Amicitia - 62 - 63)
Latino: Sed Scipio querebatur, quod omnibus in rebus homines diligentiores essent; capras et oves quot quisque haberet, dicere posse, amicos quot haberet, non posse dicere et in illis quidem parandis adhibere curam, in amicis eligendis neglegentis esse nec habere quasi signa quaedam et notas, quibus eos qui ad amicitias essent idonei, iudicarent. Sunt igitur firmi et stabiles et constantes eligendi; cuius generis est magna penuria. Et iudicare difficile est sane nisi expertum; experiendum autem est in ipsa amicitia. Ita praecurrit amicitia iudicium tollitque experiendi potestatem. Est igitur prudentis sustinere ut cursum, sic impetum benevolentiae, quo utamur quasi equis temptatis, sic amicitia ex aliqua parte periclitatis moribus amicorum.
Italiano Ma Scipione si lagnava perché in tutte le cose gli uomini sono più attenti; che capre e pecore, quante uno ne avesse, lo può dire; quanti amici avesse, non lo può dire; e che nel procurarsi quelle si mette impegno, nello scegliere gli amici si è negligenti e non hanno, per così dire, segni ed indizi dai quali giudicare coloro che sono idonei all’amicizia. Si devono perciò scegliere uomini decisi e costanti, genere del quale vi è grande penuria. E certamente è arduo giudicare uno se non è messo alla prova, e bisogna poi sperimentare nella stessa amicizia. Così l’amicizia precorre il giudizio e toglie la facoltà di fare prima la prova. È tipico perciò del saggio, così come si fa con un carro, trattenere l’impeto dell’affetto, in modo da far uso dell’amicizia come di cavalli sperimentati, avendo già messo alla prova, in qualche modo, il carattere degli amici.
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