|
dyd666
|
 |
« Risposta #1 inserita:: Maggio 20, 2008, 04:26:08 pm » |
|
guarda ho trovato solo questa...ma è scritta con i piedi...cerca di sistemarla un pò prima di ricopiarla
Et acciò che da' Greci alcuna cosa pigliamo, quello Alcibiade, di cui non so se li beni o li vizii furono più nocevoli a la patria (con quelli ingannò elli li cittadini suoi, e con questi gli afflisse), essendo Alcibiade ancora fanciullo venne a Pericle suo zio, e lui vide stare molto tristo. Domandò, che inducea tanta confusione nel suo volto. E colui disse, che per comandamento de la cittade elli avea edificati li pilastri di Minerva, che sono porte de la rocca, e in quello lavorìo avere consumata molta pecunia, e non trovava in che modo rendesse la ragione, e però s' affliggea. Disse Alcibiade: «Cerca magiormente in che modo tu la ragione non renda». Adunque l' omo autorevolissimo e prudentissimo, essendo stato difettuoso nel suo consiglio, usò il consiglio del fanciullo; e fece sì che quelli d' Atene impacciati di guerra di vicini, non attesero a richiedere la ragione. Vegga dunque Atene se s' àe a lamentare o a gloriare d' Alcibiade, imperò che ancora s' avviluppa nel dubbioso giudicio de la mente, tra la malidizione e la maraviglia di quello uomo.
|