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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Novembre 24, 2007, 12:09:40 pm » |
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Eccola qui presa dal nostro archivio di Cesare - De Bello Gallico Libro 2 par 25
Cesare, che dopo aver esortato la X legione, si era portato all'ala destra, come vide i suoi incalzare ed i soldati intralciarsi a vicenda, perché le insegne della XII legione erano state ammassate in un sol luogo, tutti i centurioni della quarta coorte erano stati uccisi, caduto il vessillifero perduta l'insegna, quasi tutti i centurioni delle altre legioni caduti o feriti, e tra questi il primipilo Publio Sestio Baculo, un uomo coraggiosissimo, così coperto di gravi ferite da non riuscire più a reggersi in piedi, mentre gli altri erano senza forze e non pochi della retroguardia, abbandonato il combattimento, si allontanavano per schivare i proiettili, mentre i nemici non smettevano di avanzare frontalmente rimontando il colle, né alleggerivano la pressione sui fianchi; come vide che la situazione era critica e che non aveva nessuna possibilità di mandare rinforzi, preso lo scudo ad uno dei soldati della retroguardia, perché era venuto sin là senza scudo, avanzò in prima linea e, chiamando per nome i centurioni, spronando gli altri soldati, ordinò di far avanzare le insegne e distanziare i manipoli, di modo che i nostri potessero più agevolmente maneggiare le spade. La sua comparsa riaccese la speranza nei soldati e li rianimò, perché ciascuno, pur trovandosi in una situazione di estremo pericolo, voleva dar prova del proprio valore al cospetto del suo generale: così si poté in parte contenere l'assalto.
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