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dyd666
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« Risposta #1 inserita:: Novembre 26, 2007, 05:47:25 pm » |
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Ecco la traduzione:
Cornelio Nepote De Viris Illustribus - Miltiades Capitolo V
Latino: Hoc in tempore nulla civitas Atheniensibus auxilio fuit praeter Plataeenses. Ea mille misit militum. Itaque horum adventu decem milia armatorum completa sunt; quae manus mirabili flagrabat pugnandi cupiditate. Quo factum est, ut plus quam collegae Miltiades valeret. Eius ergo auctoritate impulsi Athenienses copias ex urbe eduxerunt locoque idoneo castra fecerunt. Dein postero die sub montis radicibus acie regione instructa non apertissuma - namque arbores multis locis erant rarae - proelium commiserunt hoc consilio, ut et montium altitudine tegerentur et arborum tractu equitatus hostium impediretur, ne multitudine clauderentur. Datis etsi non aequum locum videbat suis, tamen fretus numero copiarum suarum confligere cupiebat eoque magis, quod, priusquam Lacedaemonii subsidio venirent, dimicare utile arbitrabatur. Itaque in aciem peditum centum, equitum decem milia produxit proeliumque commisit. In quo tanto plus virtute valuerunt Athenienses, ut decemplicem numerum hostium profligarint adeoque perterruerint, ut Persae non castra, sed naves petierint. Qua pugna nihil adhuc exstitit nobilius. Nulla enim umquam tam exigua manus tantas opes prostravit.
Italiano: In questa circostanza nessuna città fu di aiuto agli Ateniesi ad eccezione di Platea. Questa inviò mille soldati. E così con l'arrivo di questi si raggiunse il numero di diecimila unità, che fremevano per lo straordinario desiderio di combattere. Per questo accadde che Milziade avesse più prestigio dei colleghi. Pertanto spinti dalla sua autorità, gli Ateniesi condussero fuori dalla città le truppe e costruirono un accampamento in un luogo adatto. Quindi, il giorno successivo, ai piedi di un monte, schierato l'esercito a ordine di battaglia in una zona non molto sgombro - c'erano infatti degli alberi sparsi in molti punti - attaccarono battaglia con il seguente accorgimento, ritenendo cioè che fossero protetti dall'altitudine dei monti e che la cavalleria dei nemici fosse ostacolata dalla distesa di alberi, per non essere circondati dalla moltitudine persiana. Dati, benché vedesse che il luogo non era favorevole ai suoi, confidando tuttavia nel numero delle sue truppe desiderava combattere, soprattutto perché pensava che fosse vantaggioso combattere prima che arrivassero gli Spartani. E così schierò sul campo di battaglia centomila fanti, diecimila cavalieri e attaccò battaglia. E in questa gli Ateniesi furono tanto superiori in valore che sbaragliarono il numero di nemici dieci volte maggiore e li spaventarono a tal punto che i Persiani non si diressero verso l'accampamento, bensì sulle navi. Finora non c'è stato nulla più glorioso di questa battaglia: infatti mai un esercito tanto esiguo ne sbaragliò uno così poderoso.
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