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Autore Discussione: Tema sulla comunicazione 2  (Letto 15013 volte)
seneca
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« inserita:: Giugno 18, 2008, 12:24:10 pm »

Idee da cui prendere spunto, non è un tema pronto per essere consegnato...

Di fronte alla diffusione dei nuovi media che stanno cambiando linguaggi e modalità di comunicare la prima tentazione potrebbe essere quella di sottolineare una riduzione di senso. Leggere questi fenomeni attraverso gli scarti, le competenze mancate, quello che si è perso o si rischia di perdere sul piano relazionale e linguistico. A maggior ragione se le persone che utilizzano i nuovi media sono degli adolescenti. "Non sanno comunicare, non leggono, non scrivono, si esprimono male nella loro lingua..." E´ opinione diffusa, tra gli adulti, che le nuove generazioni siano sempre meno capaci di entrare in relazione con gli altri in modo significativo e reale.
La chat, il cellulare, in particolare attraverso gli squilli e gli SMS, sembrerebbero favorire una comunicazione giocata su identità fittizie, senza momenti di vero interscambio, con l´attenzione sempre rivolta a qualcosa di altro, lontana dal qui ed ora.
Altra critica ricorrente, soprattutto fra gli insegnanti, riguarda l´impoverimento del linguaggio nelle nuove generazioni, la noncuranza delle regole grammaticali, l´uso indiscriminato di abbreviazioni e storpiature linguistiche, la povertà del vocabolario.

Ascoltando l´esperienza dei ragazzi e delle ragazze si scopre, tuttavia, che il rapporto con i mezzi di comunicazione si muove su piani più complessi.
L´uso dei nuovi media, più tecnologici e virtuali, non preclude necessariamente il ricorso ai media tradizionali, alla scrittura, nè la ricerca di una interazione faccia a faccia, più riflessiva, quando i contenuti emotivi della comunicazione diventano maggiormente caratterizzanti.
Questo panorama molteplice emerge dalla recente ricerca condotta a Ferrara su un campione di 1115 studenti dai 14 ai 18 anni. Analizzando il grado di accessibilità e diffusione dei nuovi media (e-mail, chat line), della telefonia mobile (cellulare, SMS) e il grado di permanenza dei mezzi di comunicazione tradizionali (telefono fisso), della scrittura (diari, lettere, posta ai giornali) le ricercatrici hanno cercato di comprendere la percezione e il vissuto di ragazzi e ragazze rispetto ad ogni mezzo utilizzato e i contenuti comunicativi che ciascun media consente di trasmettere.

Da un primo sguardo globale sulla frequenza d´uso emerge che i mezzi di comunicazione più utilizzati da gli adolescenti sono gli SMS e gli squilli (il 70% degli intervistati ne invia ogni giorno), il telefono di casa (62%) e le telefonate dal cellulare (46%).
Il primo aspetto da sottolineare, circa l´utilizzo del mezzo, riguarda la tipologia dei destinatari della comunicazione e il grado di intensità della relazione. Con i migliori amici e il partner si tende a utilizzare tutti i mezzi di comunicazione, compresi il telefono di casa, la lettera scritta, e anche il diario, scritto soprattutto dalle ragazze, può essere utilizzato per comunicare alle persone intime i propri pensieri e stati d´animo (una scelta compiuta dal 36% degli adolescenti che lo scrivono).
Quando l´amicizia è meno intensa la comunicazione diventa più veloce e si svolge più frequentemente attraverso SMS e squilli, meno frequentemente attraverso il telefono di casa e il cellulare, mentre le lettere e lo scambio del diario spariscono. E´ il caso dei rapporti con il gruppo dei pari nel suo insieme e, in modo più marcato, dei compagni scuola.

L´uso delle nuove tecnologie interessa poco più di un terzo degli intervistati. Il 66% dei maschi e il 48% delle femmine dispongono di un computer personale e lo usano per chattare (il 41%) e scrivere e-mail (35%).
Ad utilizzare i nuovi media sono soprattutto i maschi dei licei e degli istituti tecnici che affermano di usare la posta elettronica per comunicare con gli amici che abitano in altre città e la chat per fare nuove conoscenze.
E´ interessante osservare, a fianco di queste affermazioni, come pochissimi ragazzi abbiano davvero cercato un incontro personale dopo l´incontro nella chat room. Un dato che, secondo le ricercatrici, potrebbe collegarsi alla duplice funzione di questo mezzo per gli adolescenti, caratteristica evidenziata anche in altri studi. Da un lato luogo di divertimento e di libero incontro tra giovani di entrambi i sessi, dall´altro palestra virtuale in cui sarebbe possibile una sorta di apprendistato sentimentale emotivamente depotenziato dagli impegni e dalle aspettative proprie delle relazioni reali, utile per maturare un insieme di esperienze di comunicazione con giovani dell´altro sesso.

Molto diverso, invece, è l´uso del cellulare che entra nella vita degli adolescenti a 11/12 anni e si diffonde rapidamente di anno in anno, senza grandi differenze per sesso e tipologia di scuola (l´89% degli intervistati ne possiede uno).
Utilizzato in modo strumentale, per scambiare informazioni con il gruppo dei pari e i compagni di scuola (tramite SMS e squilli), o per rassicurare i genitori in caso di ritardo (con una telefonata), costituisce il mezzo più rapido e diretto per le comunicazioni utili.
Ma è soprattutto nel rapporto con i migliori amici e il partner che l´uso di SMS e squilli dimostrano la loro funzione di comunicazione fatica "ovvero funzionalmente finalizzata solo alla conferma della presenza e dell´attenzione altrui" (Pezzullo). Una sorta di ancora permanente che da una parte permette di sentirsi sempre in contatto con le persone importanti dal punto di vista affettivo e dall´altra delocalizza dalla situazione presente. Con tutti i rischi connessi, ben sottolineati da Antonio Roversi nell´intervista pubblicata nella prima parte del libro, primo fra tutti l´incapacità di superare la paura della solitudine, vissuta soltanto nei suoi aspetti negativi e non come momento del privato in cui ritrovarsi con se stessi.

Di fronte ai rischi di un uso poco consapevole dei nuovi media, che vanno comunque collegati all´intero sistema di socializzazione degli adolescenti, diventa centrale l´analisi condotta dalla ricerca sulle comunicazioni importanti dal punto di vista affettivo.
E´ interessante scoprire, per esempio, che quando gli adolescenti devono raccontare qualcosa di importante, i media tradizionali ritornano in primo piano e spesso si ricerca l´incontro diretto, faccia faccia con l´altro.
Così, se si tratta di "raccontare la giornata" i mezzi privilegiati sono il telefono di casa (18%) e il diario (37.5%), se si sente il bisogno di "sfogarsi" o "chiedere consigli" si cerca il diario (26%), l´incontro personale (17%), il telefono di casa (14%, 24%), la lettera inviata al giornale (8%) per "dire cose affettuose", accanto a squilli, SMS, si inviano lettere personali (11%) e quando si deve comunicare "qualcosa di confidenziale, riservato, intimo" il mezzo per eccellenza diventa l´incontro diretto (74%).

Il panorama che emerge da Posta prioritaria configura un quadro di molteplicità e specializzazione. Gli adolescenti intervistati mostrano di muoversi con sufficiente padronanza fra i diversi mezzi di comunicazione a loro disposizione, selezionandoli in relazione al contenuto da trasmettere, al tipo di relazione con l´interlocutore, all´atteggiamento culturale e alle opportunità proposte dal contesto familiare e ambientale. "In questo senso più che di analfabetismo di ritorno si dovrebbe parlare di molteplicità, della facoltà di cogliere le opportunità secondo un criterio di rapidità ed efficacia della comunicazione, ma dando spazi agli aspetti emotivi e privilegiando, fra tante relazioni, le amicizie più strette prima ancora dell´amore e del legame familiare"

In questo panorama le risorse messe a disposizione dall´ambiente familiare e culturale possono svolgere un ruolo importante per aiutare gli adolescenti a usare i mezzi di comunicazione in modo sempre più consapevole.
Come dimostrano anche i dati della ricerca, disaggregati per genere e tipologia di scuola frequentata. Le ragazze sono quelle che imparano per prime l´importanza della scrittura, delle lettere e della ricerca dell´incontro personale; gli studenti di licei e istituti tecnici sono quelli che hanno più padronanza con i nuovi media tecnologici ma anche quelli più consapevoli che "l´uso sconsiderato del cellulare possa celare la paura della solitudine".

« Ultima modifica: Giugno 18, 2008, 12:27:32 pm da dyd666 » Registrato

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