Supportaci

Skuola Mobile
Forum di Greco
Forum di Latino
Temi Svolti
I vostri contributi
Forum di Letteratura
Matematica/Scienze
Altre Materie
Il Sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino


Pagina: 2/2

L'unico gioco a contare in questo momento è la guerra, e anche Pin vuole parteciparvi, con la cieca cocciutaggine del bimbo che non vuole rimanere da solo nell'angolo del cortile, che vuole anche lui far parte della banda. Ma è un gioco duro e difficile, e le regole molto spesso sfuggono a Pin: non capisce i comportamenti e le reazioni di questi uomini, un po' delinquenti un po' clown, che si trovano, riuniti in un bosco come i personaggi di una fiaba dei Grimm, a recitare il dramma della Storia ognuno a modo suo, senza che ci sia un regista a dare un senso al tutto. Anche Pin prova a ritagliarsi un suo ruolo, nel modo che conosce meglio: quello del monello beffardo, senza vergogna, senza peli sulla lingua, che con i suoi scherzi spazza via e maschere e le ipocrisie degli adulti.
Ma anche la sua è una maschera, anche Pin ha un vuoto, un dolore segreto da nascondere. Sotto la scorza di scugnizzo buffo e vivace, il desiderio profondo è la pace, la purezza, quelle che la Storia non può né potrà mai dare e che allora Pin cerca nella natura, lontano dal "contagio del peloso e ambiguo carnaio del genere umano". È una natura russoviana, libera, selvatica e incontaminata. Il mondo immobile e incantato del sentiero dei nidi di ragno, che solo Pin conosce, e che rivelerà solo al suo grande Amico, quando finalmente lo incontrerà: ma nel frattempo, il bambino trasporta anche lì il suo bagaglio di sofferenze e crudeltà, e da vittima dei grandi si trasforma in carnefice delle creature di fossi e prati. "Chissà che cosa succederebbe a sparare a una rana", si domanda, "forse resterebbe solo una bava verde schizzata su qualche pietra"; e poi infilza i ragni su lunghi stecchi per osservarli con gelida attenzione, "un piccolo ragno nero, con dei disegnini grigi come sui vestiti d'estate delle vecchie bigotte"; e ancora i grilli, con la loro "assurda faccia di cavallo verde", li taglia a pezzi per fare "strani mosaici con le zampe su una pietra liscia". Non è una natura idillica, quella che fa da teatro alle scorribande di Pin: è una macello, un laboratorio di piccoli orrori, un teatrino gotico dove Pin mette in scena la lezione imparata suo malgrado dalla Storia: che esistono, sempre e ovunque, i forti e i deboli, e sempre e ovunque i forti hanno la meglio.
Anche se a volte sembra volerne dubitare, questa è l'amara saggezza raggiunta nel corso della sua minuscola vita. Come quando il Dritto gli ordina di seppellire il falchetto morto di uno dei partigiani: "Verrebbe voglia di buttare il falchetto nella grande aria della vallata e vederlo aprire le ali, e alzarsi a volo, fare un giro sulla sua testa e poi partire verso un punto lontano. E lui, come nei racconti delle fate, andargli dietro, camminando per monti e per pianure, fino a un paese incantato in cui tutti siano buoni. Invece Pin depone il falchetto nella fossa e fa franare la terra sopra, con il calcio della zappa".
Troverà il suo Amico, Pin, e lo troverà proprio nel mondo dei grandi: Cugino, con il suo mantello scuro e le mani grandi, che sembrano di pane, le poche parole brusche e il peso di un grande dolore sulle spalle. Un altro tradito dalla vita, che trova nella guerra un senso, un'alternativa, uno scopo per vivere. Lui, alla fine del romanzo, sarà incaricato di uccidere la sorella di Pin che fa la spia per i tedeschi. Ma Pin non lo capirà, Pin non riesce a decifrare la Storia nei suoi significati profondi: per il bambino, essa rimane un geroglifico, un enigma, uno scarabocchio sulla superficie, come quegli strani mosaici fatti di zampe di grillo, come gli schizzi verdi di rana spiaccicata su un sasso. Conta solo aver trovato l'Amico, e solo in ragione di questo umile affetto umano Il Sentiero dei nidi di ragno può chiudersi con un'immagine di speranza.



- Analisi dei personaggi


Principale:
Pin, il protagonista
Pin è un bambino che, rimasto orfano, vive una vita povera e solitaria: non gioca con i suoi coetanei ma vive sempre isolato. Tuttavia a Pin non interessano i giochi o la compagnia di amici e si rifugia nel mondo degli adulti, che però non gli danno confidenza. Ma Pin riesce sempre ad accattivarseli facendo battute ironiche e ridicolizzando tutti. Questo personaggio è descritto come un bambino con un viso pieno di lentiggini, capelli crespi e una voce rauca.
Non si ha una descrizione fisica completa. Ha un carattere molto forte ed è spavaldo anche se a volte affronta le situazioni come un bambino, e spesso ha paure infantili. La sua condizione economica non è fiorente, poiché, essendo solamente un bambino non possiede denaro ma solamente una pistola 38 rubata ad un marinaio tedesco. Tuttavia il carattere ribelle di Pin nasconde un terribile bisogno d’affetto, e questo si riscontra nella ricerca incessante del grande amico.

Personaggi secondari:
Rina la sorella di Pin detta anche la Nera del Carruggio Lungo, Cugino, Mancino, il Dritto, Pelle, Kim, Ferriera, Duca, Barone, Conte, Marchese, Miscel il Francese,  il Girafa e Lupo rosso.


Analisi dello stile dell’autore:
il libro è scritto in terza persona e il narratore è onnisciente. La fabula segue prevalentemente l’intreccio anche se sono presenti analessi( inserimento nel racconto di avvenimenti del passato). Anche il tempo della storia coincide con il tempo del racconto. Il lessico utilizzato nel libro è semplice, fatta eccezione delle poche parole tipiche del gergo militare. Inoltre l’autore narra della guerra da un punto di vista oggettivo, ma il suo punto di vista lo lascia esprimere nel colloquio notturno del commissario Kim con il comandante

Ferriera:
“Ferriera mugola nella barba:- quindi, lo spirito dei nostri e quello della brigata nera… la stesa cosa?
- La stessa cosa, intendi cosa voglio dire,la stessa cosa..-
    Kim s’è fermato ed indica con un dito come se tenesse il segno leggendo;
- La stesa cosa ma tutto il contrario perché qui s’è nel giusto la nello sbagliato.”



- Commento

“il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino è un libro appassionante e semplice, scritto utilizzando parole nel linguaggio parlato, e lo scambio veloce di battute confluisce rapidità e scorrevolezza al racconto. Inoltre l’autore non si dilunga in descrizioni,ma si limita a narrare gli eventi. Secondo il mio parere Calvino riesce a rendere semplice ed entusiasmante anche un avvenimento tragico come la seconda guerra mondiale.
Tempo
Il sentiero dei nidi di ragno viene scritto nel1947 in Liguria durante l’epoca della resistenza da Calvino. Ci troviamo in un periodo immediatamente dopo la prima guerra mondiale per questo nel libro possiamo ritrovare l’imitazione della realtà cruda di quegli anni.
Lo scopo del libro non ha fini ideologici o propagandistica poiché Calvino non voleva incitare la resistenza; bensì ha un fine letterario. L’autore, infatti, prova rifiuto a sottostare ad una “direzione politica della cultura” poiché secondo il suo parere il letterato doveva essere essente da tendenze politiche in un romanzo


TIPO DI ROMANZO Il romanzo può essere definito picaresco- mitico (secondo Pavese) - FIABESCO. Rimandano a questo tema diversi punti del libro:
1) la favola di pollicino > Pin scappato di prigione si rifugia tra le siepi assieme a Lupo Rosso che lo abbandona per cercare aiuto. Pin costretto a cambiare posizione del suo nascondiglio decide di far cadere dei sassolini per terra in modo che lupo rosso lo ritrovasse.
2) i nidi di ragno > questo luogo viene rappresentato come fosse un bosco incantato che solo Pin conosceva e nel quale poteva esaudire qualunque desiderio. Infatti nessuno conosceva il luogo dove i ragni fanno il nido, e questo particolare rende questo posto “fatato”
3) la pistola P38 >la pistola rappresenta il mezzo attraverso il quale Pin abbandona la sua realtà da bambino per trasfigurarsi in una realtà adulta. In termini fiabeschi la pistola rappresenta o l’oggetto incantato che aiuta il protagonista a raggiungere la sua meta.


Stile: lo stile è formato da frasi brevi spezzate seguite anche se di rado da descrizioni dei luoghi in cui si svolge la vicenda. Il tono è di tipo fiabesco; il romanzo è narrato come fosse una favola e la focalizzazione è interna su Pin (punto di vista ingenuo) e il discorso è di tipo indiretto libero.


Straniamento: Prefazione del Pin è estraneo al mondo della guerra come nello stesso modo Calvino (borghese) era estraneo alla lotta partigiana.

Focalizzando su Pin il personaggio e presentato in modo negativo poiché appartiene ai bassifondi ed utilizza sempre un linguaggio non idoneo alle situazioni in cui si trova in modo scurrile. Nonostante la sua convivenza con il mondo degli adulti, Pin rimane un personaggio ingenuo(in quanto bambino) che si identifica perfettamente con la natura. Il fatto che cambierà la sua vita è il furto di una pistola P38 ad un tedesco cliente della sorella (prostituta). Il fatto che la sorella va a letto con i tedeschi viene visto come un tradimento che porterà Pin a identificarla sotto un ottica sempre più negativa. Oltre al tradimento della sorella Pin vive il tradimento di Pelle,che dal gruppo partigiano finisce con l’allearsi alle SS. Non sapendo più di chi potersi fidare Pin immagina di trovare un giorno un vero amico con cui poter condividere tutto e non solo parlare di donne.


Conclusione: il romanzo termina in modo negativo. Pin sente il phatos della distanza poiché non si adatta alla realtà che vive e per questo è infelice! I grandi snobbano Pin perché lo vedono solo un bambino nonostante si atteggi come un adulto sbeffeggiando tutti; anche i bambini della sua età non lo accettano proprio a causa di questo suo atteggiamento da bullo.


Ampliato grazie al contribbuto di Basili Simone che ringraziamo




Pagina Precedente Pagina Precedente (1/2)

[ Indietro ]

Trame dei Libri

Copyright © di Skuola.it - (2404 letture)

Skuola.it © 2015 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 - Cookie&Privacy policy - CONTATTACI