Perché Socrate non s\'interessa di miti


GRECO

ITALIANO

Io, Fedro, per certi versi le cose di questo genere (le) trovo divertenti, ma adatte ad un uomo troppo ingegnoso e laborioso e per niente fortunato, non foss´altro perché gli tocca, dopo (aver fatto) ciò, di raddrizzare la figura degli Ippocentauri, e poi ancora quella della Chimera; e (insomma) gli precipita addosso una caterva di simili Gòrgoni e Pègasi, e moltitudini di altri esseri assurdi e mostri strampalati. E se uno, non credendo in essi, tenterà di riportare al verosimile ciascuno (di essi), valendosi evidentemente di una qualche sapienza contadinesca, avrà bisogno di molto tempo libero. E io, di tempo libero per cose del genere, non ne ho per niente; e il motivo di ciò, amico (mio), è il seguente: non riesco ancora, secondo il motto delfico, a conoscere me stesso; dunque mi sembrerebbe ridicolo, mentre ancora ignoro questo, indagare quello che sta al di fuori di me. Per cui, lasciando perdere queste storie e prestando fede a quello che si crede (comunemente) su di esse - ciò che dicevo or ora -, (io) non indago queste cose, ma me stesso, per scoprire se sono una bestia più complicata e più affumicata di Tifone, oppure un animale più mite e più semplice, che partecipa per natura di una sorte divina e non fumosa.