E\' l\'uomo il colpevole dei mali attribuiti alla natura (Plinio il Vecchio)

LATINOITALIANO

Primum omnium patrocinari terrae et adesse cunctorum parenti iuvat, quamquam inter initia operis defensae. Quoniam tamen ipsa materia accedimus ad reputationem eiusdem parientis et noxia: nostris eam criminibus urguemus nostramque culpam illi inputamus. Genuit venena. Sed quis invenit illa praeter hominem? Cavere ac refugere alitibus ferisque satis est. Atque cum arbore exacuant limentque cornua elephanti et uri, saxo rhinocerotes, utroque apri dentium sicas, sciantque ad nocendum praeparare se animalia, quod tamen eorum excepto homine et tela sua venenis tinguit? Nos et sagittas tinguimus ac ferro ipsi nocentius aliquid damus, nos et flumina inficimus et rerum naturae elementa, ipsumque quo vivitur in perniciem vertimus. Neque est, ut putemus ignorari ea ab animalibus; quae praepararent contra serpentium dimicationes, quae post proelium ad medendum excogitarent, indicavimus. Nec ab ullo praeter hominem veneno pugnatur alieno. Fateamur ergo culpam, ne iis quidem, quae nascuntur, contenti; etenim quanto plura eorum genera humana manu fiunt!


Plinio il Vecchio, Naturalis historia 18. 1-4

Mi sembra giusto per prima cosa prendere le difese della terra e perorare la causa di colei che è madre di tutto, sebbene io l´abbia già difesa all´inizio della mia opera, perché, nonostante (ciò), a causa del soggetto in sé arriviamo a notare che essa produce anche cose nocive: la incalziamo con le nostre accuse, e attribuiamo a lei una colpa nostra. (La terra) ha generato dei veleni; ma chi, a parte l´uomo, li ha scoperti? Agli uccelli e alle fiere è sufficiente guardarsene e fuggirli. E benché gli elefanti e gli uri aguzzino e limino le corna contro gli alberi, i rinoceronti sui sassi, ed i cinghiali (affilino) le zanne contro gli uni e gli altri, e (benché) gli animali sappiano prepararsi a nuocere, quale tuttavia di loro, eccetto l´uomo, cosparge di veleno anche le sue armi? Noi cospargiamo anche le frecce, e aggiungiamo al ferro stesso qualcosa di (ancor) più nocivo; noi inquiniamo sia i fiumi che gli elementi della natura, e trasformiamo in qualcosa di dannoso perfino ciò di cui viviamo. E non c´è ragione di credere che quei (veleni) siano ignorati dagli animali: abbiamo mostrato quali precauzioni prendano nella lotta con i serpenti (e) quali rimedi escogitino per medicarsi dopo lo scontro. Eppure nessuno, a parte l´uomo, lotta usando veleni non suoi. Riconosciamo dunque la (nostra) colpa, (noi che non siamo) paghi neanche di quei (veleni) che si trovano in natura: quanto più numerosi, infatti, sono i tipi di veleno confezionati dall´uomo!