Morte di Tràsea Peto (Tacito)

LATINOITALIANO

Tum ad Thraseam in hortis agentem quaestor consulis missus vesperascente iam die. Advenit Domitius Caecilianus ex intimis amicis et ei quid senatus censuisset exposuit. Igitur flentis queritantisque qui aderant facessere propere Thrasea neu pericula sua miscere cum sorte damnati hortatur, Arriamque temptantem mariti suprema et exemplum Arriae1 matris sequi monet retinere vitam filiaeque communi subsidium unicum non adimere. Tum progressus in porticum illic a quaestore reperitur, laetitiae propior, quia Helvidium generum suum Italia tantum arceri cognoverat. Accepto dehinc senatus consulto Helvidium et Demetrium in cubiculum inducit; porrectisque utriusque brachii venis, postquam cruorem effudit, humum super spargens, propius vocato quaestore \"Libamus\" inquit \"Iovi Liberatori. Specta, iuvenis, et omen quidem dii prohibeant; ceterum in ea tempora natus es quibus firmare animum expediat constantibus exemplis.\"


Tacito, Annales 16. 34-35 passim

Allora a Tràsea, che stava in giardino, fu mandato il questore del console, quando ormai era sera. Giunse Domizio Ceciliano, (uno) degli amici intimi, e gli riferì che cosa avesse deciso il senato. Trasea invita allora i presenti, in preda a lacrime e lamenti, ad allontanarsi in fretta e a non mescolare i loro rischi con il destino di un condannato, e ammonisce Arria, che intendeva seguire la sorte del marito e l´esempio della madre Arria, a rimanere in vita e a non togliere l´unico sostegno alla figlia comune. Avviatosi poi lungo il portico, lì viene trovato dal questore, piuttosto lieto in volto, perché aveva saputo che al genero Elvidio toccava soltanto l'allontanamento dall´Italia. Ricevuta quindi (comunicazione del)la sentenza del senato, fa entrare nella (sua) stanza da letto Elvidio e Demetrio; e, dopo aver porto le vene dell´uno e dell´altro braccio, dopo aver(ne) fatto sprizzare fuori il sangue, spargendo(lo) sul terreno, chiamato più vicino il questore: \"Libiamo\" disse \"a Giove Liberatore. Guarda, o giovane, e gli dèi tengano lontano (da te) il presagio (infausto); ma sei nato in tempi4 in cui occorre temprare l´animo con esempi di fermezza.\"