L´abilitÓ politica Ŕ superiore alla forza militare


LATINOITALIANO

Exercendum corpus et ita afficiendum est, ut oboedire consilio rationique possit in exsequendis negotiis et in labore tolerando. Honestum autem, quod exquirimus, totum est positum in animi cura et cogitatione; in quo non minorem utilitatem afferunt, qui togati rei publicae praesunt, quam qui bellum gerunt. Itaque eorum consilio saepe aut non suscepta aut confecta bella sunt, non numquam etiam illata. Qua re expetenda quidem magis est decernendi ratio quam decertandi fortitudo, sed cavendum, ne id bellandi magis fuga quam utilitatis ratione faciamus. Temere autem in acie versari et manu cum hoste confligere immane quiddam et beluarum simile est; sed cum tempus necessitasque postulat, decertandum manu est et mors servituti turpitudinique anteponenda.

Cicerone, De Officiis, 1. 79 - 81 passim

Bisogna esercitare il corpo e metterlo in condizioni tali da poter obbedire alla volontà e alla ragione nell’eseguire le opere e nel sopportare la fatica. Ma l’onestà che cerchiamo, è posta tutta nella cura e nel pensiero dello spirito; e in questo caso coloro che, togati, sono a capo dello Stato, arrecano non minore utilità di quelli che fanno la guerra. E così per decisione di quelli spesso o non furono intraprese le guerre o furono condotte a termine, talvolta anche furono dichiarate. Perciò bisogna cercare l’oculatezza del deliberare piuttosto che la prodezza del combattere, ma bisogna che ci guardiamo dal farlo (lett.: bisogna evitare che lo facciamo) più per evitare la guerra che per un criterio di utilità. Ma stare sul campo di battaglia e combattere con il nemico temerariamente è qualcosa di inumano e simile alle bestie; ma quando il momento e la necessità lo richiedono, bisogna combattere e anteporre la morte alla schiavitù e all’infamia.