Ma chi lo dice che i vecchi diventano svaniti? (I parte)


LATINOITALIANO

At memoria minuitur. Credo nisi eam exerceas, aut etiam si sis natura tardior. Themistocles omnium civium perceperat nomina; num igitur censetis eum, cum aetate processisset, qui Aristides esset, Lysimachum salutare solitum? Equidem non modo eos novi, qui sunt, sed eorum patres etiam et avos, nec sepulcra legens vereor, quod aiunt, ne memoriam perdam: his enim ipsis legundis in memoriam redeo mortuorum. Nec vero quemquam senem audivi oblitum, quo loco thesaurum obruisset: omnia, quae curant, meminerunt, vadimonia constituta, qui sibi, cui ipsi debeant. Quid? iuris consulti, quid? pontifices, quid? augures, quid? philosophi senes, quam multa meminerunt! Manent ingenia senibus, modo permaneat studium et industria, neque ea solum in claris et honoratis viris, sed in vita etiam privata et quieta.


Cicerone, De senectute 7. 21-22

Ma la memoria diminuisce. Credo (che diminuirebbe solo) se non la esercitassi o anche se (tu) fossi un po’ tardo per natura. Temistocle sapeva (lett.: aveva imparato) i nomi di tutti i (suoi) concittadini; ebbene, pensate forse che egli, essendo avanzato con l’età, fosse solito salutare (col nome di) Lisimaco chi (in realtà) era Aristide? E in realtà (io) non solo conosco quelli che sono vivi, ma anche i loro padri e i loro nonni e non temo, leggendo (le iscrizioni su)i sepolcri, di perdere, cosa che dicono, la memoria: proprio nel leggere queste, infatti, torno a ricordare i (lett.: al ricordo dei) morti.
D´altronde (io) non ho mai sentito dire che nessun vecchio si sia dimenticato in che luogo avesse nascosto un tesoro; (essi) ricordano tutte le cose che stanno (loro) a cuore, gli impegni di comparizione stabiliti, chi debba loro (dei soldi), a chi (li) debbano loro. Che dire poi dei giureconsulti E dei pontefici e degli auguri? (lett.: e che? I giureconsulti? e che? I pontefici, e che? Gli auguri. E che?). E poi quante cose ricordano i filosofi, (per quanto) vecchi! Ai vecchi restano le facoltà mentali, purché rimanga(no) (in loro) la volontà e l’operosità, e questo (accade) non solo in uomini famosi e ragguardevoli, ma anche in quelli che fanno (lett.: ma anche nella vita) vita privata e tranquilla.