L´agricoltore, l´asino e il cagnolino


LATINOITALIANO

Agricola qui sedulum asinum iam emerat,etiam lepidum catellum sibi comparavit. Catellus domino carus erat et vitam in otio agebat; asinus contra onerosas sarcinas vehebat, aratrum cum equo in agris trahebat, molam in pistrino versabat, vitam miseram et asperam tolerabat, neque domini gratiam accipiebat. Nam dominus catello offam quotidie praebebat, asino paleam et exiguum cibum. Miser asinus vitam suam cum vita catelli comparavit, atque ita cogitavit: "Ego quoque gratus domino ero, si me gessero tamquam catellus et benevolentiam eius officiis et blanditiis captavero". Ideo, cum dominus appropinquavit, caudam festive agitavit, lepide saltavit, ungulas domini umeris imposuit. At dominus horruit et servos in auxilium vocavit. Servi concurrerunt, asinum traxerunt et duris baculis verberaverunt.

Un agricoltore che aveva già comprato un asino diligente, si procurò anche un cagnolino grazioso. Il cagnolino era caro al padrone e passava la vita nell’ozio; l’asino, al contrario, trasportava carichi pesanti, tirava l’aratro nei campi insieme al cavallo, girava la macina in un mulino, sopportava una vita infelice e dura e non riceveva la gratitudine del padrone. Infatti il padrone offriva offa tutti i giorni al cagnolino, all’asino (invece) paglia e cibo scarso. Il povero asino confrontò la sua vita con quella (lett.: la vita) del cagnolino e così pensò: “Anch’io sarò gradito al padrone, se mi comporterò (lett.: sarò comportato) come il cagnolino e riceverò la sua benevolenza con i (miei) servigi e con le (mie) moine”. Perciò quando si avvicinò il padrone, agitò festosamente la coda, saltò con garbo, pose gli zoccoli sulle spalle del padrone. Ma il padrone ebbe timore e chiamò in aiuto i servi. I servi accorsero, tirarono via l’asino e (lo) picchiarono con duri bastoni.