L’educazione dei giovani (Seneca)


LATINOITALIANO

Longe ab adsentatione pueritia removenda est: audiat verum. Et timeat interim, vereatur semper, maioribus adsurgat. Nihil per iracundiam exoret: quod flenti negatum fuerit quieto offeratur. Et divitias parentium in conspectu habeat, non in usu. Exprobrentur illi perperam facta. Pertinebit ad rem praeceptores paedagogosque pueris placidos dari: proximis adplicatur omne quod tenerum est et in eorum similitudinem crescit; nutricum et paedagogorum rettulere mox adulescentium mores. Apud Platonem educatus puer cum ad parentes relatus vociferantem videret patrem: ´Numquam´ inquit ´hoc apud Platonem vidi.´ Non dubito quin citius patrem imitatus sit quam Platonem. Tenuis ante omnia victus sit et non pretiosa vestis et similis cultus cum aequalibus: non irascetur aliquem sibi comparari quem ab initio multis parem feceris.


Seneca, De ira 2. 21

Si deve tener lontana la fanciullezza dall’adulazione: ascolti la verità. E tema ogni tanto, sia sempre rispettosa, si alzi davanti ai più grandi. Non ottenga nulla per mezzo dell’ira: ciò che gli sia stato negato quando piangeva gli sia offerto da tranquillo. E abbia davanti agli occhi le ricchezze dei genitori, ma non le abbia in uso. Gli siano rimproverate le azioni fatte male. Sarà opportuno che siano dati ai fanciulli precettori e pedagoghi calmi: tutto ciò che è tenero si appoggia a quelli che stanno vicino e cresce a somiglianza di quelli; i costumi delle nutrici e dei pedagoghi si riflettono su quelli degli adolescenti ben presto.
Un fanciullo educato presso Platone, vedendo, dopo essere stato riportato dai genitori, il padre che gridava, disse: “Non ho mai visto ciò presso Platone”. Non dubito che abbia imitato il padre più in fretta di Platone. Il vitto sia innanzi tutto frugale e la veste non sia preziosa e il tenore di vita simile a quello dei coetanei: non si arrabbierà che qualcuno sia paragonato a lui, visto che tu lo hai reso pari a molti fin dall’inizio.