Il dramma di Coriolano (Eutropio)


LATINOITALIANO

Octavo decimo anno postquam reges ab Urbe eiecti erant, in Romanos bellum a Volscis indictum est; qui autem, victi acie, etiam Coriolos, clarissimam civitatem, amiserunt. Postero anno, expulsus ex Urbe, Quintus Marcius, Romanorum dux, a quo corioli capti erant — qua re ei Coriolanus cognomen indictum erat - ad ipsos Volscos contendit, ira incensus; cum ab illo auxilia accepta essent et Romani saepe victi essent, Coriolanus usque ad quintum miliarium Romae accessit et etiam patriam suam oppugnavisset, cum legatos, a quibus pax petebatur repudiavisset, nisi ad eum mater Veturia et uxor Volumnia ex Urbe venissent, quarum fletu et deprecationibus victus, removit exercitum. Atque hic secundus post regem Tarquinium Superbum fuit. a quo con tra patriam copiae ductae erant.

(da Eutropio I, 15)

Diciassette anni dopo che i re erano stati cacciati da Roma. [ne1 491 a.C.], contro i Romani fu dichiarata guerra dai Volsci; questi inoltre, sconfitti in combattimento, perdettero anche Corioli, la (loro) città più famosa. L’anno seguente, espulso da Roma, Quinto Marcio, comandante dei Romani, dal quale Corioli era stata conquistata — ragione per cui gli era stato attribuito il soprannome di Coriolano —, si diresse proprio dai Volsci, infiammato dall’ira; dopo che egli ebbe ottenuto delle truppe e dopo che i Romani più volte furono sconfitti, Coriolano si avvicinò a Roma fino al quinto miglio e avrebbe anche attaccato la sua patria, dopo aver respinto gli ambasciatori, dai quali gli veniva richiesta la pace, se non si fossero recate da lui, provenienti da Roma, la madre Veturia e la moglie Volumnia, dal cui pianto e dalle cui suppliche vinto, ritirò l’esercito. E costui fu il secondo, dopo il re Tarquinio il Superbo, dal quale le truppe erano state condotte contro la patria.