Tracce maturità anni precedenti -> 2007 - 2a prova - Pedagogia

BRP1 - ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE 

 

CORSO SPERIMENTALE - Progetto “BROCCA” 

 

Indirizzo: SOCIO - PSICO - PEDAGOGICO 

 

Tema di: PEDAGOGIA 

candidato è tenuto a svolgere, a sua scelta, due temi tra quelli proposti: 


I TRACCIA


“Il bambino come uomo, questa è la figura che deve imporsi innanzi a noi. Dobbiamo vederla in 

quella società umana tumultuante, che con eroici sforzi aspira alla «vita». Quali sono i diritti dei 

bambini? Consideriamoli un momento come «classe sociale», come una classe di lavoratori, infatti 

essi lavorano a produrre uomini. La generazione futura, sono loro. Essi sono che lavorano, 

sostenendo le fatiche della crescenza fisica e spirituale. Stanno continuando il lavoro compiuto per 

pochi mesi dalla loro madre, e ad essi è lasciato il compito più laborioso, più complesso e difficile. 

Non hanno nulla quando nascono fuorché delle potenzialità; essi debbono far tutto in un mondo 

che, a confessione dello stesso adulto, è pieno di difficoltà. Che cosa si fa per aiutarli, così deboli, 

pellegrini in un mondo sconosciuto? Nascono più fragili e più incapaci di un animale e devono 

diventare tra pochi anni «gli uomini», devono far parte di una società organizzata, complicata, 

costruita con lo sforzo secolare d’infinite generazioni. In un tempo in cui la civiltà, cioè la 

possibilità di vivere bene, è basata sul «diritto» acquistato attivamente e consacrato nelle leggi, che 

diritti ha colui che viene tra noi senza forza e senza pensiero? Sembra il bambino Mosè disteso nel 

cestino di vimini tra le acque del Nilo: egli rappresenta l’avvenire del popolo eletto, ma troverà una 

principessa che, passando di là, per caso, lo veda?” 

Maria MONTESSORI, Uno sguardo alla vita del bambino, 1916 

   Qual è il significato delle considerazioni svolte in riferimento al momento storico in cui furono 

scritte?   Oggi, esattamente cento anni dopo l’apertura della prima scuola montessoriana, risultano tuttora 

attuali?   E rispetto a quali situazioni? 



II TRACCIA


“Cercarsi un fine. Bisogna che sia onesto. Grande. Che non presupponga nel ragazzo null’altro che 

d’essere uomo. Cioè che vada bene per credenti e atei... Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. 

E in questo secolo come vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? 

Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte. Contro i classisti che siete voi, 

contro la fame, l’analfabetismo, il razzismo, le guerre coloniali. Ma questo è solo il fine ultimo da 

ricordare ogni tanto. Quello immediato da ricordare minuto per minuto è d’intendere gli altri e farsi 

intendere. E non basta certo l’italiano, che nel mondo non conta nulla. Gli uomini hanno bisogno 

d’amarsi anche al di là delle frontiere. Dunque bisogna studiare molte lingue e tutte vive... Perché è 

solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o 

povero importa meno. Basta che parli.” 

don Lorenzo MILANI, Lettera a una professoressa, 1967 

   Cosa suggerisce oggi, a quarant’anni di distanza, il brano riportato?   Quali riflessioni provoca?   Sono ancora attuali le esigenze espresse?   Rispetto a quali situazioni specifiche?




III TRACCIA


“I bambini stranieri che nascono o arrivano in Italia hanno percorsi, storie e biografie differenti. 

Si trovano a dover affrontare sfide proprie e particolari. Compito della scuola che li accoglie è 

individuare bisogni e risposte adeguati ai diversi casi nell’ottica di costruire valori condivisi. ... 

La situazione ideale, in grado di promuovere l’apprendimento, chiede di realizzare una forma di 

accoglienza competente, attenta ai bisogni, ma anche alle capacità, dotata di strumenti e risorse per 

la facilitazione e in grado anche di contenere ansie, timori, spaesamento, di far rispettare le regole. 

Chiede inoltre di prestare attenzioni particolari alla fase del primo inserimento, perché i primi passi 

dentro la nuova scuola segnano il cammino successivo in maniera indelebile.” 

G. FAVARO, Alfabeti interculturali, Guerini Editore, 2000 

 

Il candidato, alla luce delle sue conoscenze ed esperienze, illustri:   Il concetto di integrazione come costruzione di valori interculturali condivisi partendo da radici 

e storie diverse.   L’accoglienza quale luogo di costruzione di nuove appartenenze.   La relazione in classe e al di fuori della scuola per la promozione dell’inserimento  

socio-educativo. 




IV TRACCIA


“Come affermava ottimamente Durkheim, l’oggetto dell’educazione non è dare all’allievo una 

quantità sempre maggiore di conoscenze, ma è costituire in lui uno stato interiore profondo, una 

sorta di polarità dell’anima che l’orienti in un senso definito, non solamente durante l’infanzia, ma 

per tutta la vita. Ciò significa indicare che imparare a vivere richiede non solo conoscenze, ma la 

trasformazione, nel proprio essere mentale, della conoscenza acquisita in sapienza e 

l’incorporazione di questa sapienza per la propria vita.” 

Edgar MORIN, La testa ben fatta, Cortina Editore, 2000 

 

Il candidato, alla luce delle sue conoscenze ed esperienze, illustri:   Il rapporto tra scuola e vita.   La motivazione nell’apprendimento con riferimento ai quadri teorici più recenti.   Il rapporto tra sapere e saper essere.


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