Cos'è l'Illuminismo

Jean D'Alembert:
"La nostra epoca ama anzitutto chiamarsi l'epoca della filosofia. Difatti, quando si studi senza pregiudizi lo stato presente della nostra conoscenza, non si può negare che la filosofia abbia fatto tra noi progressi notevoli...Dai principi della scienza ai fondamenti della religione rivelata, dai problemi della metafisica a quelli del gusto, dalla musica alla morale, dalle controversie teologiche alle questioni dell'economia e del commercio, dalla politica al diritto dei popoli e alla giurisprudenza civile, tutto fu discusso, analizzato, agitato. Una luce nuova che si stese su molti argomenti, nuove oscurità che ne derivavano, furono il frutto di quel generale fermento degli spiriti: così come l'effetto dell'alta e della bassa marea consiste nel portare a riva parecchie cose nuove e nello staccarne delle altre." [J. d'Alembert, Saggio sugli elementi della filosofia, 1759]

 

Immanuel Kant:
"L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a sé stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidato da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! E' questo il motto dell'Illuminismo."[I. Kant, Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo, 1784]

 

Ernst Cassirer:
"Forse nessun altro secolo fu così profondamente compenetrato ed entusiasta dell'idea del progresso spirituale come il secolo dell'Illuminismo. Ma disconosce il significato più profondo e il vero nocciolo di quest'idea chi intende il "progresso" esclusivamente in senso quantitativo come un semplice ampliamento del sapere, come un progressus in indefinitum. Di fianco all'allargamento quantitativo sta invece sempre una determinazione qualitativa; alla continua espansione oltre la periferia del sapere corrisponde un ripiegamento sempre più cosciente e deciso verso il suo centro autentico e peculiare. [...] La molteplicità e diversità delle forme non è se non la scomposizione, il completo spiegamento, la completa evoluzione di una forza formatrice uniforme e unitaria nella sua essenza. Quando il secolo XVIII vuol definire questa forza, quando vuol racchiudere l'essenza in un nome, ricorre alla parola "ragione". La "ragione" gli diventa un punto unitario e centrale: diventa l'espressione di tutto ciò che essa brama, agogna. vuole e compie." [E. Cassirer, La filosofia dell'Illuminismo, 1932]

 

Paul Hazard.
"Allora avvenne nella coscienza europea una crisi: tra il Rinascimento da cui derivava direttamente, e la Rivoluzione francese, che preparò, non ce ne fu nella storia della idee nessuna di più importante. A una civiltà fondata sull'idea del dovere, i doveri verso Dio. i doveri verso il sovrano, i "nuovi filosofi" tentarono di sostituire una civiltà fondata sull'idea di diritto: i diritti sulla coscienza individuale, i diritti della critica, i diritti della ragione, i diritti dell'uomo e del cittadino." [P. Hazard, La crisi della coscienza europea, 1935]

 

Dall' Encyclopédie di Diderot e d'Alembert

Riportiamo qui alcuni frammenti dell'Encyclopédie che riteniamo rilevanti per visualizzare meglio la centralità dell'uomo nell'Illuminismo.

"Arte: Origine delle scienze e delle arti. E' l'industriosità dell'uomo applicata ai prodotti della natura per bisogno, lusso, divertimento o curiosità che ha generato le sciente e le arti. E questi centri di connessione attorno a cui si raccolgono le nostre varie riflessioni hanno ricevuto il nome di "scienze" o di "arte" a seconda della natura dei loro oggetti formali.[...] Scopo delle arti in generale. L'uomo non è che il ministro e l'interprete della natura: non intende e non agisce se non nella misura in cui ha conoscenza sperimentale o riflessa degli esseri che lo circondano."