Cesare Borgia

Figlio del cardinale Rodrigo Borgia e di Vannozza Catanei. Quando il padre fu eletto papa col nome di Alessandro VI (1492), Cesare era già vescovo di Pamplona; successivamente fu creato arcivescovo di Valenza, quindi cardinale e, nel 1495, governatore generale e legato di Orvieto.
Scomparso dalla scena il fratello maggiore, il duca di Gandia - prediletto del padre - nel 1498 Cesare depose la porpora cardinalizia e, ottenuto da Luigi XII di Francia il ducato di Valentinois, da cui trasse il nome di duca Valentino, sposò Carlotta d'Albret, sorella del re di Navarra. Con le milizie fornitegli dal re di Francia e assoldate coi denari del papa, ristabilì il potere papale nello Stato pontificio. Più che a rivendicare i diritti della Chiesa, però, pensò a crearsi un proprio stato nelle Romagne: nel 1500 si impadronì di Imola e di Forlì.

Per non intralciare i disegni di Luigi XII, suo personale alleato nella guerra per la spartizione del Regno di Napoli, Cesare costrinse il papa a rompere i rapporti con gli Aragonesi. Impossessatosi del ducato di Urbino e di Camerino, domò la ribellione che ne seguì patteggiando e dividendo i congiurati, di alcuni dei quali (Olivierotto da Fermo, Vitellozzo Vitelli, il duca di Gravina e Paolo Orsini) si sbarazzò col tradimento a Senigallia: salvò così il suo stato e lo allargò a Perugia e a Città di Castello.
Meditava altri progetti di espansione quando nel 1503 la morte del padre interruppe i suoi disegni. Il nuovo papa, Paolo III (1503), gli lasciò la Romagna, ma di diverso avviso fu il suo successore Giulio II (1503-13), data l'incombente minaccia veneziana sulla regione. Imprigionato dal papa nel 1504, fu inviato in Spagna dove riuscì a fuggire presso il cognato, re di Navarra. Morì nel 1507 in una spedizione militare.