I Marinisti

Il termine "marinisti", con cui si indicano i poeti secenteschi che si ispirarono esplicitamente al modello del Marino, fu coniato da un contemporaneo e rivale del caposcuola, Tommaso Stigliani, ed ha avuto fino dal suo sorgere una connotazione spregiativa. La definizione intende infatti denunciare la scarsa originalitÓ, la tendenza all'imitazione pedissequa, la monotonia dei temi, l'eccesso di retorica e la vuota magniloquenza che, secondo un giudizio critico drasticamente negativo, caratterizzano (salvo poche eccezioni) il complesso della lirica concettista del XVII secolo. La polemica antimarinistica non Ŕ certo senza fondamento: non c'Ŕ dubbio che la folta schiera di poeti che si inserirono sulla scia dell'autore dell'Adone sia pesantemente condizionata da un formalismo fine a se stesso, arido, freddo, e non di rado indisponente per il suo fondo esibizionistico e vacuo.

╚ il caso, per esempio, di quella fioritura di testi gratuitamente provocatori, in cui il poeta cerca di stupire il lettore dimostrandosi capace di mettere in versi gli argomenti pi¨ improbabili e bizzarri (citiamo, a titolo indicativo, La bella zoppa, La bella nana, In morte d'un grillo di Giovan Leone Sempronio, oppure Bellissima donna cui manca un dente di Bernardo Morandi, o ancora Bella pidocchiosa di Anton Maria Narducci). Sarebbe tuttavia riduttivo identificare con questi casi limite l'intera esperienza del marinismo: accanto alle esasperazioni e alle stravaganze, emergono dal complesso della lirica concettista non pochi casi di autentica poesia, di seria e profonda meditazione, soprattutto quando questi scrittori si confrontano con i grandi temi della morte e del tempo (Ŕ il caso di Ciro di Pers, forse il maggiore fra i marinisti) o rimangono come storditi e sopraffatti dalla contemplazione del grandioso spettacolo della natura (come per esempio avviene in alcuni testi di Claudio Achillini e di Giacomo Lubrano). In pi¨, l'intera produzione dei marinisti ha avuto il merito di offrire un repertorio immenso di materiali e di soluzioni espressive, al quale attingeranno senza risparmio le future generazioni di letterati che, pur deprecando il "cattivo gusto" della poesia barocca, non potranno fare a meno di utilizzarne i risultati e le tecniche.