Arte Assira

Partecipe in origine della cultura sumera nella fase accadizzante, l'arte assira si alimentò poi, nel corso del II millennio a. C., di quella urrito-mitannica, giungendo a manifestare caratteri propri soltanto in piena maturità, nei periodi protoassiro (sec. XIII-XI) e neoassiro (sec. IX-VII). Pur in uno svolgimento contrassegnato da momenti di rigogliosa attività e da altri di assoluta eclisse, l'arte assira perviene, nell'originalità delle sue elaborazioni architettoniche e plastiche, alla sintesi di alcuni caratteri comuni della cultura semito-mesopotamica. Del primo periodo dinastico di Assur è nota soltanto la documentazione storico-commerciale delle colonie assire in Asia Minore, costituita dalle tavolette in terracotta degli archivi di Kanis (Kültepe) e di altri mercati attivi nel sec. XIX a. C. Soltanto dopo il suo assorbimento nella cultura semita l'attività artistica assira inizia a rivelarsi. Una delle più antiche testimonianze architettoniche (che per le sue innovazioni sarà di modello ai templi posteriori) è costituita dal doppio santuario a pianta rettangolare con cortile centrale di Sîn e Shamash. I due edifici, con cella preceduta da anticella (come negli esempi offerti da Ur III) furono costruiti da Assur-nirari I tra il 1533 e il 1507 a. C. nella capitale Assur, l'antica città di origine sumera, a sud della quale venne poi progettata la trapezoidale "Città Nuova" cinta di mura, rifatte e rinforzate successivamente durante il regno di Assurbel-nisesu (1419-11). Nel periodo protoassiro, influenzato dalla cultura babilonese e da elementi urartei, il prestigio del potere sovrano si afferma fino a sostituire l'importanza del palazzo a quella del tempio. All'espansione militare del regno di Tukulti-Ninurta I (1244-08) corrispose un'intensa attività edilizia. Nuovi e più imponenti palazzi sorsero ad Assur; si ampliarono strutture esistenti, si rifecero in proporzioni maggiori edifici distrutti; fu portato a compimento il palazzo iniziato da Salmanassar I (1274-45) a est della ziqqurat del tempio al dio Assur e rifatto il santuario alla dea Ishtar. All'antica città s'aggiunse un'appendice, la cittadina regale di Kar-Tukulti-Ninurta (sul luogo dell'attuale Tulûl Aqir). La glittica del tempo riflette un soffio di vita nuovo, sconosciuto all'araldica formalistica cassita e mitannica. Dall'incremento edilizio di Assur si giunge, nel periodo neoassiro, all'architettura di Kalakh (Nimrud), un'antica città assira fondata da Salmanassar I e in seguito abbandonata, eletta a nuova capitale da Assurnasirpal II (884-858). Complessi sistemi idraulici portarono l'acqua dello Zab alla nuova capitale, cinta da mura con torri e porte. Vi furono costruiti la grande torre (ziqqurat), templi (l'acropoli sorse su un'altura dominante il Tigri) e la superba reggia, inaugurata nell'879, le cui stanze erano decorate da serie di bassorilievi con scene di guerra e di caccia. Tale decorazione plastica costituì un'innovazione rispetto alle raffigurazioni dipinte della tradizione cassita. L'ambizione costruttiva si accentuò sotto il regno di Salmanassar III (858-824) , periodo che fu caratterizzato dalla fioritura della grande plastica, con la realistica registrazione di avvenimenti di guerra (le scene rivelano una sorprendente vitalità stilistica nel trattare la tensione dei corpi nel dinamismo del movimento e nella resa delle masse muscolari). Questo nuovo vigore di modellato viene espresso anche nel metallo lavorato a sbalzo, con il quale il re fece rivestire le porte del suo palazzo di Imgur-Bel (Balawat). Salmanassar fece costruire anche un arsenale, sviluppando il sistema dei cortili interni secondo le esigenze di una più organica funzionalità. L'architettura sargonide si rifece al passato, rendendo ancor più appariscente la tendenza al grandioso. Imponenti statue di geni protettori (di lontana origine ittita) vigilavano le porte del palazzo reale voluto da Sargon II (721-705) nella nuova capitale di Dur-Sarrukin (Khorsabad), inaugurata nel 706. Il palazzo, con ingresso d'onore provvisto di porticato al modo siriano, comprendeva una vasta serie di appartamenti che si affacciavano su vari cortili. Grandi fregi in calcare policromo decoravano le sale di rappresentanza . La tipologia dei personaggi raffigurati, la foggia del vestiario e la caratteristica di alcune armi rivelano la presenza degli Irani. Anche le fortificazioni con mura a torri e circondate d'acqua denunciano il sistema costruttivo tipico dei Medi. Improntate a un nuovo ordine urbanistico furono le progettazioni realizzate da Sennacherib (705-681) nella nuova capitale Ninive. Con Assurbanipal (668-627) si conclude l'attività artistica assira, in cui una nuova e più sciolta libertà d'ispirazione porta la ricerca estetica al piacere del particolare pittoresco, quasi una pausa rispetto alla solennità del passato. Plastiche scene di caccia ai leoni o agli asini selvatici sottolineano un acuto spirito di osservazione. Questi bassorilievi mostrano che la tradizione dell'arte animalistica si era andata arricchendo di nuovi apporti, forse intravisti nell'arte dei nomadi, quali i Medi, i Cimmeri e forse gli Sciti.