Tradizione Paleocristiana e motivi bizantini

Nuovo slancio ebbe la produzione artistica romana in età carolingia. Negli ultimi anni del sec. VIII papa Adriano I ingrandì la chiesa di S. Maria in Cosmedin (fondata nel sec. VI), a tre navate, di struttura semplice e severa (parzialmente modificata nel sec. XII). Negli anni successivi papa Pasquale I innalzò le chiese di S. Maria in Domnica (rimaneggiata nel sec. XV) e di S. Prassede, che conserva importanti mosaici nell'arco trionfale e nell'abside; anche la cappella di S. Zenone è riccamente ornata da mosaici. Questi possono ricollegarsi alla corrente più aristocratica del gusto artistico romano, legata a motivi paleocristiani e bizantini, ma aperta anche a nuove tendenze locali, da cui derivano alcuni degli affreschi della chiesa inferiore di S. Clemente (Discesa al Limbo e Ascensione, sec. IX). Nella stessa chiesa, più tardi affreschi (sec. XI) con Storie di S. Clemente mostrano invece un gusto stilistico di derivazione ottoniana. I sec. XI-XII, che in altre regioni italiane corrispondono al diffondersi del romanico, non videro invece particolari variazioni stilistiche a R. che restò legata ai motivi paleocristiani: la chiesa di S. Clemente, ricostruita intorno al 1108 da Pasquale II, si presenta a tre navate su colonne, con schema analogo a S. Maria in Cosmedin; la basilica di S. Maria in Trastevere (1130-43) su tre navate a colonne architravate, ripete lo schema di S. Maria Maggiore. I legami con la tradizione paleocristiana restarono vivi anche nel secolo successivo. Nei sec. XII-XIII si distinse a R. l'attività degli architetti, scultori e decoratori appartenenti alle famiglie dei Cosmati* e dei Vassalletto, che crearono un originalissimo stile di decorazione raffinata, di armoniose proporzioni e di vivacissimo gusto policromo. Oltre ai capolavori dei chiostri di S. Giovanni in Laterano e di S. Paolo fuori le Mura, si deve loro una quantità di cibori, candelabri pasquali, amboni, transenne, che rivelano il gusto della scultura romana, ben lontano dagli influssi romanici dell'Italia settentrionale. Sotto il profilo architettonico, ai Cosmati si deve anche la ricostruzione di varie chiese, tra cui le già citate S. Clemente e S. Maria in Trastevere, e la basilica di S. Lorenzo fuori le Mura, fondata nel sec. IV (la chiesa, restaurata dopo le distruzioni del 1943, è a tre navate e conserva anche due amboni e un candelabro pasquale cosmateschi); ad artisti di ambito cosmatesco si deve anche la trasformazione della chiesa dei SS. Quattro Coronati, anch'essa di origine paleocristiana. La pittura romana dei sec. XI-XII appare ancora legata in gran parte all'assimilazione dei modi bizantini, ma rivela già una notevole vitalità e capacità di elaborazione nei grandi mosaici dell'arco trionfale e dell'abside (1140) di S. Maria in Trastevere e in quelli della chiesa superiore di S. Clemente (Trionfo della Croce). Un importante rinnovamento della tradizione pittorica romana si ebbe però solo alla fine del sec. XIII con l'opera di I. Torriti (Incoronazione di Maria nell'abside di S. Maria Maggiore) e soprattutto di P. Cavallini (affreschi nel convento di S. Cecilia, mosaici nell'abside di S. Maria in Trastevere), che segnarono con vigorosa individualità l'allontanamento dai manierismi bizantini e il recupero della dimensione spaziale e del volume dei corpi, parallelamente alla rivoluzione operata da Giotto. Tra la fine del sec. XIII e l'inizio del XIV è da ricordare a R. anche la presenza di Arnolfo di Cambio, scultore gotico cui si devono i cibori di S. Paolo e di S. Cecilia, nonché le sculture del presepio di S. Maria Maggiore. Pochi sono gli esempi di gotico in R., sia per la tradizionale persistenza di motivi classicheggianti, sia per la grave crisi attraversata dalla città durante il sec. XIV. Unica chiesa gotica è S. Maria sopra Minerva, sec. VIII, rifatta nel 1280 e restaurata nel sec. XIX (all'interno, affreschi di Filippino Lippi, Cristo portacroce di Michelangelo). Da ricordare anche la grande scalinata di Aracoeli, costruita nel 1348 da Lorenzo di Simone Andreotti per conto di Cola di Rienzo. La chiesa di S. Maria in Aracoeli, benché costruita in forme gotiche intorno al 1250, venne trasformata nei sec. XVI-XVII (all'interno affreschi di Benozzo Gozzoli, Pinturicchio).