Giovanni Pisano

Scultore e architetto italiano (Pisa ca. 1245-Siena dopo il 1314). Figlio e allievo di Nicola, iniziò la sua attività collaborando con il padre nella realizzazione del pulpito del duomo di Siena. Successivamente (1278) ebbe larga parte nei lavori della Fonte di Piazza a Perugia, il cui impianto architettonico è dovuto a Nicola, ma dove l'influsso di Giovanni è presente, sia pure in maniera non completamente accertata, in molte sculture e rilievi. In seguito, secondo la tradizione, si sarebbe recato in Francia (tale viaggio tuttavia non è documentato) visitando, tra l'altro, la cattedrale di Reims, allora in costruzione: ciò spiegherebbe gli influssi transalpini evidenti nella sua opera, rispetto al maggiore classicismo del padre. Dal 1284 al 1296 egli fu impegnato nella sua prima grande realizzazione autonoma, la decorazione della facciata del duomo di Siena. Dagli stipiti dei portali fino alle numerose statue (oggi per la maggior parte nel Museo dell'Opera, sostituite nella facciata da copie) tutta la realizzazione è di qualità altissima. Le figure della Maria di Mosè, di Platone, di Abacuc, di Davide si distinguono per la carica di drammaticità e di movimento, in forme profondamente incise dallo scalpello, ma non prive di una certa intonazione lirica. Nel 1297 è documentata la sua attività a Pisa come capomastro del duomo. Dal 1298 fino al 1301 Giovanni fu a Pistoia, impegnato nella costruzione del pulpito nella chiesa di S. Andrea. È questo probabilmente il suo capolavoro e se, strutturalmente, non si distingue molto da quello di Siena, opera del padre Nicola, si caratterizza per la ben maggiore drammaticità delle rappresentazioni. I rilievi, affollatissimi di figure, si individuano per la tensione continua, data dall'emergere in luce di questa o quella figura, mentre fra i punti di maggiore rilievo si apre il vuoto. Fra i riquadri più notevoli, la Natività, la Strage degli innocenti, il Giudizio finale. Poco più tarda è la Madonna nella Cappella degli Scrovegni di Padova (ca. 1305), dove un intenso sguardo lega la Madre e il Figlio. Negli anni 1302-10 Giovanni fu impegnato nella realizzazione del nuovo pulpito per il duomo di Pisa , opera di particolare monumentalità, dove tutta la decorazione si anima di un'intonazione drammatica molto più violenta e movimentata di quella dei rilievi di Pistoia. Anche scene pacate, come la Natività, ne sono pervase, mentre in altre (la Strage degli innocenti, la Crocifissione, il Giudizio finale) essa raggiunge toni quasi esagitati. Successivamente, intorno al 1312-13, Giovanni fu impegnato nella tomba dell'imperatrice Margherita di Brabante, moglie di Enrico VII di Lussemburgo, nella chiesa di S. Francesco a Genova (oggi distrutta). Ne restano soltanto la figura della regina, risorgente dal sepolcro in pacata serenità (nel Museo di S. Agostino a Genova) e pochi altri brani. L'ultima opera di Giovanni è probabilmente la Madonna della Cintola nel duomo di Prato, dove viene ancora una volta ripreso il tipico tema del "colloquio" tra la Vergine e il Bambino. L'opera di Giovanni ebbe larghissima eco e fu per decenni presente ai maggiori scultori italiani.