Jacopo Robusti detto: Tintoretto

Jacopo Robusti deve il soprannome di Tintoretto al mestiere del padre tintore. Nato a Venezia nel 1519, trascorse tutta la vita nella città lagunare. Negli anni della sua formazione artistica, a Venezia si va affermando la fama di Tiziano e, al contempo, giungono gli esiti della pittura tosco-romana. Tintoretto si esercitò nel disegno, fondamento dell'arte fiorentina, così da riuscire a dominare con un virtuoso uso della prospettiva grandi superfici; le sue figure, caratterizzate dalla monumentalità tipica dell'arte toscana e romana, assumono una rinnovata eleganza nel quinto decennio, sull'esempio dell'arte raffinata e manierista del Parmigianino.

Nel 1548 Tintoretto porta a compimento lo spettacolare Miracolo di San Marco per la Scuola Grande di San Marco, che gli conquistò grande fama nella città.
Fra il 1562 e il 1566 per la Scuola Grande di San Marco dipinge tre teleri con episodi della vita del Santo, tra cui il Trafugamento del corpo di San Marco.
Nel 1566, insieme al Tiziano, viene chiamato a far parte dell'Accademia di pittura di Firenze.
Negli anni che seguono dipinge tele grandiose, di vaste superfici, come la Crocifissione, ed è impegnato con la prestigiosa committenza della decorazione delle sale del Palazzo Ducale, realizzata in gran parte dalla sua numerosa bottega.

I grandi teleri realizzati per la Scuola di San Rocco raffigurano storie del Vecchio e del Nuovo Testamento; con una spiccata predilezione per gli eventi miracolosi, riuscì a accentuare gli elementi di meraviglia attraverso un uso sapiente della luce. Nella Sala Inferiore, le Storie della Vergine, fra cui si ricorda l'intensa Annunciazione, mostrano il Tintoretto orientato verso composizioni più pacate con ampi sfondi di paesaggio che diventa parte integrante della scena, partecipe delle vicende dei protagonisti.

Fra le opere eseguite nei suoi anni tardi l'Ultima Cena della Chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia lo mostra pittore capace di scene quasi visionarie, di eccezionale intensità.
La fama raggiunta dal pittore è testimoniata dal susseguirsi di richieste di opere a carattere pubblico e privato, di dipinti con soggetti religiosi e profani, come Arianna, Venere e Bacco.

Inoltre, Tintoretto dette vita anche a memorabili ritratti di intensa resa psicologica come il Ritratto di giovane uomo, il Ritratto di Jacopo Soranzo e il Ritratto di Alvise Cornaro; diversamente da Tiziano non effigia il personaggio in una veste di ufficialità, ma lo coglie in un momento di intima introspezione.