L'arte a Ravenna

Gli strati archeologici anteriori alla città tardoantica sono a notevole profondità e assai poco noti. All'inizio dell'Impero sembra che R. fosse costituita da un abitato bicentrico. Il settore civile, costruito su palafitte e attraversato da canali, è riconoscibile nel perimetro e nella pianta a scacchiera; l'elemento più sicuro è la Porta Aurea del 43 d. C., distrutta nel 1582. Il settore militare, sede della flotta, prese poi il nome di Classe (Classis). Discussi sono vari problemi relativi all'estensione dell'abitato e all'ubicazione di edifici testimoniati dalle fonti antiche (circo, teatro, anfiteatro). Il più antico porto, col suo faro, era forse non lontano dal mausoleo di Teodorico; il porto merid. (portus novus) era collegato alla città dalla via Caesaris. R., grazie allo splendore di cui godette tra i sec. V e VI, conserva un cospicuo numero di monumenti che ben testimoniano il passaggio dall'arte paleocristiana, di derivazione classica, a quella bizantina. Agli inizi del sec. V risale la Basilica Ursiana (attuale duomo), demolita e ricostruita nel sec. XVIII: conserva un ambone del sec. VI, la croce del vescovo Agnello e mosaici absidali del sec. XII. Il più antico monumento giunto nelle forme originarie è il cosiddetto mausoleo di Galla Placidia (metà sec. V). A croce latina, con paramento murario di laterizio, è ornato all'interno da mosaici di soggetto cristiano. Circa coevo è il battistero della Basilica Ursiana detto degli Ortodossi o Neoniano (dal vescovo Neone che lo fece costruire), ottagonale, con cupola ornata di stucchi e mosaici. Ancora al sec. V risale la Basilica di S. Giovanni Evangelista, che solo all'interno conserva tracce di forme originarie. All'epoca del regno di Teodorico sorsero gli edifici di culto degli ariani: la cattedrale di S. Teodoro (ora chiesa dello Spirito Santo, sec. XVI) e il battistero degli Ariani, ottagonale. Ancora Teodorico fece costruire S. Apollinare Nuovo, a pianta basilicale con tre navate, il cui solenne interno è decorato con mosaici in parte (fascia superiore) di età teodoriciana e di gusto classicheggiante, in parte (fascia inferiore con la teoria di Vergini e Martiri verso il Cristo) in stile bizantino della seconda metà del sec. VI, quando la chiesa fu destinata al culto cattolico. Il celebre mausoleo di Teodorico (ca. 520), sorto a est nel campo del Coriandro dove terminava la città teodoriciana, è una costruzione decagonale all'esterno, a croce greca all'interno, coronata da una bassa calotta monolitica, simile a modelli barbarici della regione illirica. Agli anni 525-547 risale S. Vitale, massimo monumento cittadino, a pianta ottagonale, con nartece absidato e abside centrale affiancata da due absidiole (protesis e diaconicon). L'interno, a peribolo con esedre a due piani, è ornato di mosaici di gusto bizantino nell'abside e nel presbiterio, con Cristo in maestà e il corteo di Giustiniano e Teodora; notevoli anche i capitelli a pulvino. S. Apollinare in Classe (549) costituisce un'altra grande testimonianza della fioritura edilizia ravennate in questi secoli. Nel solenne interno basilicale, l'abside è decorata di mosaici (sec. VI-VII), peraltro di minore qualità rispetto a quelli delle altre chiese ravennati. Se il trapasso dall'arte classica a quella bizantina si ravvisa compiutamente nell'architettura (uso del pulvino sopra i capitelli, decorazione dei paramenti con lesene e archetti pensili, uso di materiali leggeri quali il cotto), il processo di evoluzione si nota ancor meglio nei mosaici, che dal naturalismo classico si avviano a quell'astrattismo schematizzato, proprio dell'arte bizantina, di cui si trovano splendidi esempi nei mosaici di S. Vitale (corteo di Giustiniano e Teodora), dove ogni accenno a un naturalismo oggettivo è sacrificato al raffinato gusto decorativo. Ai sec. IX e X risalgono vari campanili cilindrici, alleggeriti dall'uso di monofore, bifore, trifore, ecc. (S. Apollinare Nuovo, S. Apollinare in Classe). In epoca romanico-gotica l'attività edilizia fu dovuta agli ordini religiosi (S. Maria in Porto Fuori, sec. XI; S. Chiara, sec. XII). Di epoca rinascimentale sono il Palazzo Comunale, il palazzetto Veneto, la Loggia del Giardino, S. Agata Maggiore (ricostruita su un edificio del sec. V), S. Maria in Porto (1553), che conserva tele dello Scarsellino e di Palma il Giovane. Secentesche sono S. Giovanni Battista e S. Maria Maggiore (su una costruzione del sec. VI). Il sepolcro di Dante fu innalzato nel 1780 da C. Morigia. Al Museo Archeologico Nazionale si trovano sarcofagi, stele di marinai della flotta, resti della Porta Aurea, bronzi, ecc. Il Museo Arcivescovile conserva, oltre a mosaici del sec. VI, la famosa cattedra di Massimiano in avorio (sec. VI). Nella Galleria dell'Accademia si trova la celebre statua di G. Guidarelli di T. Lombardo (1525).


Il battistero Neoniano della Basilica

Particolare dei mosaici all'interno del battistero Neoniano

La facciata di S. Apollinare Nuovo

Il mausoleo di Teodorico

La Chiesa di S.Vitale

L'esterno di S. Apollinare in Classe