Tranquillo Cremona (1837-1878)

Tranquillo Cremona, nato a Pavia, rappresenta il pittore più tipico della Scapigliatura milanese. Avviato all'arte dal Trécourt a Pavia, nel 1852 s'iscrive all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studia con Grigoletti, Zona e Lipparini. Per i famosi eventi politici nel '59 lascia Venezia. Nel '60 frequenta l'Accademia di Brera a Milano, sotto il Bertini, qui ha come colleghi il Ranzoni e Mosé Bianchi.
Il 1867 è un anno importantissimo per il Cremona, infatti, in questo periodo si afferma la sua fama a Torino; momento da cui il suo successo inizia una lunga salita verso l'alto. Artista eclettico, dipinge ad olio, all'acquarello, illustra le opere del Rovani, fa miniature. Muore a Pavia nel 1878, a quarant'anni, avvelenato dal colore che era solito stemperarsi sul palmo della mano.
Nel 1912 la Biennale di Venezia gli dedica una commemorativa di settantatre dipinti.


La pittura del Cremona
La pittura di Tranquillo Cremona deriva, stilisticamente, da quella di Giovanni Carnovali. Da quest'ultimo, detto il Piccio, prende soprattutto la classica pennellata filamentosa e sporca, tesa più ad evocare che a rappresentare e la capacità di creare atmosfere psicologiche.
Nelle sue opere sono completamente assenti le caratteristiche dell'arte del Romanticismo italiano: il paesaggio e la storia.
Egli si concentra sulla figura umana, che diviene unica protagonista dei suoi dipinti.
Nella sua forma stilistica l'immagine è soffusa e molti elementi sono appena accennati, tutto rievoca quasi una sensazione onirica scandita dalla filamentosa pennellata di questo gran maestro.