Daniele Ranzoni

Daniele Ranzoni nasce ad Intra ed il suo primo maestro è il Litta.
Prima è allievo all'Accademia di Brera a Milano e, poi, all'Accademia Albertina a Torino, città in cui rimane fino al '62. Dopo di che, tornato a Milano è allievo del Bertini insieme al Cremona, a Mosé Bianchi ed al Carcano. Qui trascorre gli anni più sereni della sua esistenza. Nel '77, protetto dai principi Troubetzkoy, riesce a recarsi a Londra dove riceve una forte delusione vedendosi rifiutare dalla Royal Academy. Così, nel '79, ormai malato di nervi, torna ad Intra, dove morirà nel 1889. Questo è l'anno in cui smette di dipingere perché, oltre alla malattia, si sente troppo umiliato dall'internamento in manicomio.


L'arte del Ranzoni
Fin dai primi tempi il Ranzoni si stacca dall'accademismo bertiano per introdurre nella figura il rinnovamento apportato dal Fontanesi nel paesaggio: ricerche di tono, variazioni di stati d'animo che i compagni notano stupefatti già nella realizzazione del saggio finale alla scuola del Bertini.
Non si deve sottovalutare la carica di nuovo ed eterno che emana dalle opere del Piccio.
Se sia stato prima Cremona o Ranzoni a percepire il messaggio artistico è difficile da capire. Si suole pensare che il primo, probabilmente il Cremona, sia stato poi aiutato dall'altro a decifrarlo ed a svilupparlo.
È, però, incontestabile che la spiritualità ranzoniana sia più intima ed alta, come la capacità di non dissolvere la solidità del soggetto nella libertà della pennellata sfatta e sfocata.
Cremona ha, indubbiamente, cultura più vasta e maggior fortuna; Ranzoni un'intuizione più pronta.